Louis Dassilva: la rivincita della difesa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Louis Dassilva, unico indagato per l'omicidio di Pierina Paganelli, è stato scortato dagli agenti di polizia penitenziaria nell'aula del tribunale di Bologna per l'udienza del Riesame. La decisione sulla sua scarcerazione è stata rinviata, poiché il tribunale deve analizzare i nuovi elementi presentati dalla procura di Rimini. Tra questi, una maglietta da lavoro melange con una scritta sulla schiena, consegnata agli investigatori dal datore di lavoro di Dassilva. Secondo gli inquirenti, questa maglietta sarebbe stata indossata dall'accusato la sera del delitto.

La maglietta non è l'unico nuovo elemento. Gli occhiali da lavoro di Dassilva sono stati anch'essi presentati come prova. La procura sostiene che questi reperti colleghino Dassilva alla scena del crimine. Tuttavia, la difesa contesta la validità di queste prove, sostenendo che non siano sufficienti a giustificare la detenzione preventiva.

Pierina Paganelli, 78 anni, è stata massacrata con 29 coltellate la sera del 3 ottobre scorso in via Del Ciclamino a Rimini. L'omicidio ha scosso la comunità locale, ma la difesa di Dassilva insiste sulla sua innocenza. Gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi hanno sottolineato che il video che presumibilmente inchioda Dassilva non è chiaro e che la maglietta potrebbe essere stata indossata da chiunque.

La difesa di Dassilva punta a smontare le prove presentate dalla procura, evidenziando le incongruenze e le lacune nelle indagini. Gli avvocati hanno chiesto ulteriori perizie sui reperti e hanno presentato testimonianze che potrebbero scagionare il loro assistito.

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