Hantavirus, il focolaio sulla nave da crociera allarga la sua mappa tra Europa e voli transcontinentali
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Redazione Esteri
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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato l’identificazione di un nuovo caso di hantavirus in Svizzera, legato a un passeggero della nave da crociera MV Hondius che, evidentemente, aveva contratto l’infezione durante il viaggio o nelle fasi immediatamente precedenti l’imbarco. La conferma, arrivata nella giornata di ieri, aggiunge un ulteriore tassello a un mosaico epidemiologico che si sta rivelando estremamente complesso; la Svizzera, infatti, non è l’unico paese europeo a dover fare i conti con la risalita del contagio, dal momento che anche i Paesi Bassi hanno dovuto registrare un caso sospetto in una figura professionale particolarmente esposta ai flussi passeggeri, un’assistente di volo della Klm attualmente ricoverata ad Amsterdam dopo la manifestazione di sintomi lievi, stando a quanto dichiarato da un portavoce del ministero della Salute olandese.
Il contagio in quota e i rischi della trasmissione indiretta
Il caso della hostess della Klm, ricoverata con sintomi lievi dopo essere risultata positiva al test, rappresenta il perfetto esempio di come una catena di contagio possa sopravvivere anche al di fuori del contesto navale originario. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità, la donna era entrata in contatto con una passeggera olandese che aveva cercato di imbarcarsi su un volo della stessa compagnia, diretto da Johannesburg ad Amsterdam, lo scorso 25 aprile; quella stessa passeggera, che viaggiava insieme al marito già malato, è stata fatta scendere prima del decollo a causa delle sue precarie condizioni di salute ed è successivamente deceduta, così come il coniuge. La circostanza che un membro dell’equipaggio abbia sviluppato sintomi a distanza di giorni da quel contatto – seppur in forma lieve – ha spinto le autorità sanitarie a ricostruire meticolosamente gli spostamenti di chi si trovava a bordo di quel volo, nel timore che il virus abbia trovato una via di fuga dall’ambiente della crociera attraverso l’aviazione civile.
Il braccio di ferro sul porto e le misure di sanità pubblica
Mentre i contatti a terra vengono tracciati, il destino della MV Hondius resta appeso a un filo che si dipana tra le autorità spagnole e l’Organizzazione Mondiale della Sanità; Abdi Rahman Mahamud, direttore del programma di allerta e risposta alle emergenze dell’Oms, ha dichiarato che l’epidemia potrebbe essere considerata “limitata” se verranno attuate misure di sanità pubblica coordinate e se ci sarà solidarietà tra i paesi coinvolti. La nave, che ha già causato la morte di tre passeggeri a bordo e che sta trasportando un altro malato verso l’Europa, si dirige attualmente verso l’isola di Tenerife, nelle Canarie; le autorità portuali locali, tuttavia, hanno minacciato iniziative di protesta se non verranno garantiti protocolli di sicurezza rigorosi, un segnale di tensione che testimonia quanto sia alto il livello di allarme tra i lavoratori dello scalo spagnolo. L’Oms, nel frattempo, ha ribadito la necessità di attuare un tracciamento capillare dei passeggeri, compresi quelli del volo che ha toccato il suolo sudafricano, per evitare che nuovi casi emergano in paesi terzi senza che vi sia un collegamento diretto con l’imbarcazione.
I decessi e l’evoluzione del quadro clinico a bordo
La cronaca dei fatti, finora, ha registrato il decesso di tre passeggeri della MV Hondius, un bilancio pesante che ha spinto l’Oms a non abbassare la guardia nonostante la rarità del ceppo in territorio europeo; a questi si aggiunge la situazione di altri tre pazienti in condizioni gravi che sono stati evacuati dalla nave nave-focolaio per ricevere cure intensive, mentre l’assistente di volo olandese resta sotto osservazione in ospedale. La capacità del virus di trasmettersi da uomo a uomo – una caratteristica non comune per questa famiglia di patogeni – rende ogni nuovo caso potenzialmente significativo, anche quando si manifesta in forma lieve come nel caso della hostess, perché testimonia la possibilità che il contagio attecchisca anche al di fuori dei contesti endemici sudamericani. Le autorità sanitarie dei vari paesi coinvolti, dalla Svizzera ai Paesi Bassi, continuano a lavorare a stretto contatto con l’Oms per ricostruire la mappa dei contatti e isolare tempestivamente chiunque possa essere stato esposto, mentre la nave prosegue la sua rotta verso le Canarie in attesa di un accordo che ne consenta l’attracco in sicurezza.




