L'inclusione scolastica: un dibattito aperto
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Redazione Interno
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L'inclusione scolastica degli studenti con disabilità è un argomento di grande importanza e attualità. Non si può minimizzare il suo valore, né mettere in discussione anni di conquiste. La realtà è molto più complessa di quanto si possa pensare. Come padre di un ragazzo autistico, trovo molte verità nell'intervento del professor Galli della Loggia.
Il dibattito sull'inclusione
L'inclusione è un processo ed è irreversibile. Le giuste ed opportune reazioni di sdegno davanti agli articoli di Ernesto Galli della Loggia hanno dato a mio giudizio fin troppa visibilità alle sue esternazioni, che dimostrano pura ignoranza in materia di scuola e inclusione scolastica. Una cosa di cui, francamente, non aveva bisogno nessuno di noi che la scuola la respira ogni giorno, impegnati per la tutela dei diritti e per migliorare concretamente la vita scolastica dei nostri alunni con disabilità.
La diversità a scuola è ricchezza
La legge sull’inclusione scolastica del 1977 ha fatto da apripista per tutti gli altri Paesi europei. Se oggi funziona male non è perché il principio fosse sbagliato ma perché è stata applicata male, senza dare ascolto ai pedagogisti. Gli interventi di Ernesto Galli della Loggia sulla scuola stanno ormai diventando una sorta di genere letterario, una saga sulla necessità che questa, sostanzialmente rovinata dai pedagogisti, debba al più presto, se vuole salvarsi, ritornare al passato, ai bei tempi andati, a modalità di insegnamento molto direttive, nozionistiche e basate sul totale baricentro dell’autorità dell’insegnante.




