Blitz anticamorra a Napoli, smantellata piazza di spaccio al Rione Traiano: 31 arresti
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Redazione Interno
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Un giro d'affari da 450mila euro al mese, una piazza di spaccio attiva giorno e notte, un bunker sotterraneo ricavato in un edificio di proprietà comunale. È quanto hanno scoperto i carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli, che all'alba hanno eseguito 31 misure cautelari nei confronti di altrettanti presunti affiliati al clan Petrone-Puccinelli, ritenuti gravemente indiziati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare l'organizzazione camorristica.
La piazza di spaccio, denominata "la 34", era stata allestita in un sottoscala di via Tertulliano, tra il Rione Traiano e Soccavo, in un edificio di proprietà del Comune già sottoposto a sequestro in passato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si trattava di un vero e proprio bunker protetto da cancelli inferrati e da un sistema di videosorveglianza che segnalava in tempo reale la presenza delle forze dell'ordine.
Le cantine delle palazzine di edilizia popolare erano state sottratte ai legittimi proprietari per realizzare i locali adibiti allo spaccio, dove era consentito anche il consumo immediato della sostanza.
Tra gli elementi emersi dalle indagini, vi è la foto di un seminterrato con una finestrella sul Viale Traiano, uno dei locali utilizzati come deposito per i clienti fidati. Settembre 2023: sul muro compare l'effige di un tricolore con il numero 3, un richiamo al terzo scudetto del Napoli appena conquistato.
Il sistema di spaccio era organizzato secondo logiche aziendali rigorose. I pusher lavoravano su turni di otto ore e nelle giornate di maggiore affluenza venivano riconosciute retribuzioni straordinarie. Le vedette ruotavano costantemente sia nelle mansioni sia nelle postazioni di avvistamento, rendendo difficile per gli investigatori fissare schemi di sorveglianza ricorrenti.
La droga, come spiegato dal generale Biagio Storniolo durante la conferenza stampa in Procura, era custodita altrove e trasferita nel bunker solo poco prima della cessione, secondo la tecnica del "just in time". Nel corso delle indagini i militari hanno sequestrato 55mila euro in contanti, un orologio Rolex del valore di 11mila euro e una collana di diamanti, oltre a 5 diamanti il cui valore è ancora in corso di identificazione.
Le 800 pagine dell'ordinanza firmata dalla gip Fabrizia Fiore riportano le conversazioni intercettate tra gli indagati. In una di queste, risalente all'ottobre 2023, uno degli spacciatori parla di cessioni medie comprese tra i 260 e i 270 grammi di cocaina al giorno. A un prezzo medio di 60 euro al grammo, il calcolo restituisce circa 16mila euro di incasso quotidiano, ovvero quasi mezzo milione di euro al mese.
Le comunicazioni tra venditori e acquirenti avvenivano in stretto dialetto napoletano, a dimostrazione del fatto che l'utenza era composta prevalentemente da residenti della zona. Gli spacciatori si scambiavano anche avvisi per aggirare i controlli, segnalando la presenza delle forze dell'ordine in prossimità di altre piazze di spaccio del quartiere.
L'indagine, condotta tra l'ottobre 2023 e il luglio 2026 e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha permesso di definire ruoli e gerarchie all'interno del sodalizio criminale. Il procuratore Nicola Gratteri, intervenuto in conferenza stampa, ha sottolineato come si tratti di uno spaccio gestito in modo mafioso, con i crismi della camorra. Il procuratore aggiunto Sergio Amato ha descritto l'area del Rione Traiano come speculare a Scampia per la presenza di organizzazioni che da decenni controllano le piazze di spaccio.
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