La tragedia silenziosa del laghetto di Castelguglielmo: recuperati i corpi di una donna e di un bambino
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Redazione Interno
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Sono durate ore le operazioni di ricerca e recupero nel laghetto artificiale di Castelguglielmo, nel Rodigino, dove i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per setacciare il fondale. L’intervento, scattato nel primo pomeriggio dopo la segnalazione di un passante che aveva notato i corpi in acqua, si è concluso con l’estrazione delle salme di una donna e di un bambino di circa un anno. I sub, giunti sul posto con l’elicottero del reparto volo di Bologna a supporto della squadra locale di Rovigo, hanno proseguito gli accertamenti nello specchio d’acqua anche dopo il recupero, per escludere categoricamente la presenza di altre persone coinvolte; dalle acque non è emerso alcun ulteriore elemento.
Il ritrovamento e i soccorsi nella zona industriale
La scoperta è avvenuta nelle campagne che circondano la zona industriale di Castelguglielmo, in un’area che costeggia la Strada Statale 434, solitamente isolata ma non lontana dalle arterie di transito. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e i sanitari del 118, i quali – non appena i corpi sono stati portati a riva – hanno potuto solo constatare il decesso, non essendovi più nulla da fare per tentare la rianimazione. L’allarme, lanciato da un passante che si è trovato di fronte a una scena agghiacciante, ha mobilitato immediatamente le forze dell’ordine: i carabinieri della stazione locale e del comando provinciale hanno isolato l’area, avviando i primi rilievi mentre i sommozzatori battevano il fondale per verificare l’assenza di ulteriori vittime.
Il giallo sulle identità e i primi accertamenti giudiziari
La Procura di Rovigo è stata prontamente informata dell’accaduto, e sul luogo del ritrovamento si è presentato il pubblico ministero di turno insieme al medico legale per condurre un primo esame esterno sulle salme. Secondo le prime informazioni trapelate dagli inquirenti, sui corpi non sarebbero stati rilevati segni evidenti di violenza, un elemento che, al momento, alimenta il mistero sulla dinamica del decesso. L’identificazione delle due vittime – la donna, che secondo alcune fonti avrebbe un’età compresa tra i 35 e i 40 anni, e il bambino di 12 mesi – rappresenta in queste ore la priorità per gli investigatori, impegnati a chiarire anche il rapporto di parentela che le legava. A complicare il quadro investigativo, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un passeggino nei pressi del ciglio del laghetto, un dettaglio che gli inquirenti stanno cercando di incastrare nella ricostruzione degli ultimi istanti di vita dei due sfortunati.
Le verifiche e il prosieguo delle indagini
Con il recupero delle salme portato a termine e il nulla osta per la rimozione delle stesse, i mezzi dei vigili del fuoco hanno lasciato l’area, lasciando il campo alle verifiche dei militari dell’Arma. L’attività investigativa si concentra ora sull’acquisizione di eventuali testimonianze e sulla visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nelle vie di accesso alla zona industriale. Non si esclude che il magistrato disponga l’autopsia per fare piena luce sulle cause della morte, un passaggio ritenuto necessario per comprendere se si sia trattato di un drammatico incidente o di un gesto volontario. Le ricerche approfondite condotte dai sommozzatori, che hanno scandagliato meticolosamente il laghetto, hanno comunque escluso la presenza di altre persone o di ulteriori elementi utili alle indagini.




