Giuseppe Fappani torna in Italia dopo l'attacco di uno squalo a Marsa Alam
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Giuseppe Fappani, il soncinese ferito durante il tentativo di salvare Gianluca Di Gioia dall'attacco di uno squalo nelle acque del resort Sataya di Marsa Alam, è rientrato in Italia. La figlia Cristina, infermiera di professione, ha dichiarato che il padre avrà bisogno di molta tranquillità per riprendersi dall'accaduto. Fappani, noto per la sua passione per lo snorkeling, ha sentito le urla di aiuto di Di Gioia e, senza esitazione, si è lanciato in acqua per soccorrerlo. Purtroppo, nonostante il coraggio dimostrato, non è riuscito a salvare l'amico, che è stato brutalmente ucciso dallo squalo.
L'attacco, avvenuto il 28 dicembre, ha scosso profondamente i presenti, tra cui la famiglia di Di Gioia, che ha assistito impotente alla tragedia. Testimoni oculari hanno riferito di una disorganizzazione e di ritardi nei soccorsi, che hanno reso ancora più drammatica la situazione. René, un turista tedesco, ha raccontato di aver visto l'uomo morire davanti ai propri occhi, mentre i bagnini rimanevano fermi a guardare.
Le immagini delle operazioni di soccorso, trasmesse dalla Rai, mostrano il momento in cui Fappani, 69enne di Cremona, viene tratto in salvo. Nonostante le ferite riportate, Fappani è riuscito a tornare in Italia, dove verranno effettuati ulteriori accertamenti medici. La figlia Cristina ha sottolineato la forza del padre, che tende a sdrammatizzare, ma ha anche evidenziato come in circostanze del genere la consapevolezza di quanto accaduto si realizzi solo in un secondo momento.
L'episodio ha sollevato numerose domande sulla sicurezza dei resort e sull'efficacia delle misure di emergenza in caso di attacchi di squali.




