Attacco di squalo a Marsa Alam, tragedia e coraggio
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Redazione Interno
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Il 28 dicembre scorso, nelle acque del resort di lusso Sataya a Marsa Alam, in Egitto, si è consumata una tragedia che ha lasciato sgomenti i presenti. Gianluca Di Gioia, un diplomatico romano di 48 anni residente in Francia, è stato brutalmente attaccato da uno squalo tigre mentre nuotava non lontano dalla riva. Nonostante i tentativi disperati di salvarlo, l'uomo è deceduto a causa delle gravi ferite riportate.
René, un turista tedesco che ha assistito alla scena, ha raccontato con sgomento come nessuno dei presenti abbia mosso un dito per aiutare Di Gioia, nonostante le urla disperate della moglie. La vicenda ha suscitato indignazione, soprattutto per le dichiarazioni rilasciate da alcuni giornali internazionali, che hanno sostenuto che la vittima si trovasse oltre le boe, in una zona vietata.
Nel tentativo di salvare Di Gioia, anche Giuseppe Fappani, un odontotecnico di 69 anni originario di Soncino, è stato attaccato dallo squalo. Fappani, che si trovava in vacanza in Egitto dal giorno di Natale, ha riportato ferite alle gambe e a un braccio. Ricoverato all'ospedale di Porto Ghalib dal 29 dicembre, è stato dimesso solo ieri mattina, dopo aver completato la profilassi antibiotica necessaria per evitare infezioni.
La figlia di Fappani, Cristina, infermiera di professione, ha dichiarato che il padre è ancora sotto shock, ma che sta migliorando. Il suo rientro in Italia è avvenuto ieri sera, con un volo che è atterrato all'aeroporto Catullo di Verona




