Musetti batte Hurkacz e passa il turno a Madrid: nel secondo set la svolta decisiva
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Redazione Sport
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L’esordio di Lorenzo Musetti nel Masters 1000 di Madrid, va detto senza giri di parole, assomigliava a un rompicapo di quelli che nessun tennista vorrebbe affrontare al primo turno. Il carrarino se l’è visto comparire dall’altra parte della rete un Hubert Hurkacz in forma smagliante, capace di tenere testa senza mai cedere un solo centimetro di campo, eppure alla fine è riuscito a prevalere con un doppio 6-4 e 7-6(4) che dice molto più di un semplice passaggio al terzo turno. Musetti ha dovuto gestire la potenza del polacco, un avversario la cui posizione in classifica – come ha ammesso lui stesso dopo la partita – non racconta interamente il valore del suo tennis, specialmente su un campo in altura come quello della Caja Mágica, dove la palla viaggia diversamente e i margini diventano sottili. Nel primo set l’equilibrio è stato spezzato da un solo break, e proprio lì l’azzurro ha mostrato una capacità di concentrazione che ultimamente, va ricordato, gli era mancata in più di un’occasione.
Lo strappo decisivo e quel secondo set da alta intensità
La vera prova del fuoco, per Musetti, è arrivata nel secondo parziale. Hurkacz, dal canto suo, ha alzato ulteriormente il livello: servizio sempre pericoloso, anticipo sui colpi da fondocampo e una mobilità che pochi si aspettano da un giocatore della sua struttura fisica. L’azzurro ne ha subito il peso, trovandosi spesso costretto a rincorrere, ma proprio lì – nelle situazioni di maggiore pressione – ha estratto le risorse migliori. Il tie-break finale, vinto per 7 punti a 4, è stato una sintesi perfetta di questa capacità di restare aggrappato al match senza cedere al nervosismo. Non ha concesso palle break decisive nei momenti caldi, ha scelto con intelligenza quando variare il ritmo e quando invece rispondere colpo su colpo. E alla fine il polacco, che pure aveva disputato un’ottima partita, si è trovato spiazzato da quella che si potrebbe definire una vittoria di “garra”, più che di semplice classe.
“Vittoria che mi dà consapevolezza”: il peso morale del successo
Nel tennis non contano solo i punti per il ranking, e Musetti lo sa meglio di molti altri. Dopo un periodo cupo – caratterizzato da partite giocate col contagocce e da evidenti difficoltà a ritrovare uno stato di forma accettabile – questo successo contro Hurkacz assume un valore terapeutico. Il carrarino ha parlato apertamente di “partita difficile”, di consapevolezza ritrovata e di una mentalità che, poco alla volta, sta tornando quella giusta per riavvicinarsi ai vertici. Il rosso di Madrid, insomma, gli sta restituendo quella sporcizia di campo che da Melbourne in poi aveva perso. Non è secondario, anzi, osservare come Musetti abbia vinto senza strafare, gestendo i momenti complicati con una maturità che in passato, talvolta, gli è mancata nei frangenti decisivi.
Un’Italia a due facce a Madrid: Musetti e Sinner reggono il confronto
La stessa giornata spagnola ha offerto un altro capitolo italiano degno di nota, perché Jannik Sinner – dopo aver sofferto e perso un set contro il francese Bonzi – ha rimontato e si è imposto al terzo. Due vittorie, due caratteri diversi, una stessa ambizione di fondo. Le immagini che arrivano dalla Caja Mágica restituiscono un movimento tennistico italiano pronto a giocarsi le proprie carte fino in fondo, senza dover per forza ripiegare su facili entusiasmi. Nel caso specifico di Musetti, però, il passaggio del turno contro Hurkacz sembra qualcosa di più di un semplice risultato: è la dimostrazione che dopo mesi di alti e bassi, il percorso di crescita non si è interrotto. È solo entrato in una fase diversa, più concreta e meno dipendente dall’estro del momento.




