L'eliminazione di Mayu, la voce "japoletana" che non convince più i giudici
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il percorso di Mayu Lucisano, in arte MAYU, nella competizione di X Factor 2025 si è interrotto al terzo live, quando i giudici, dopo averla inizialmente accolta con entusiasmo, ne hanno decretato l'eliminazione in favore di un'altra concorrente. La giovane italo-giapponese, che aveva fatto del termine "japoletana" un emblema della sua doppia eredità culturale, aveva precedentemente espresso, in un'intervista rilasciata prima dell'inizio delle serate dal vivo, come il suo obiettivo fosse semplicemente quello di "vivere cantando", delineando una visione della sua musica come qualcosa di profondamente comunicativo. Quel sogno, almeno all'interno del palcoscenico dello Sky Original prodotto da Fremantle, ha dunque subito una battuta d'arresto, nonostante le premesse sembrassero più che rosee.
Il divario tra i primi successi e le prove dal vivo
Se durante le audizioni la sua performance era valsa una standing ovation e l'ammirazione incondizionata della giudice Paola Iezzi, che l'aveva poi guidata nel suo team, le esibizioni nelle serate trasmesse in streaming su NOW e su Sky non hanno sortito lo stesso effetto, lasciando perplessi, in particolare, i membri della giuria. La sua voce, certamente limpida e riconoscibile, non è bastata a compensare quella che è parsa, agli occhi di chi la valutava, una progressiva perdita di mordente. La stessa artista, che si era presentata con un'eleganza naturale e un sound definito "comunicativo", aveva accennato al desiderio di un duetto ideale, un tassello che non ha avuto modo di realizzarsi nella competizione.
Una trasformazione fisica e artistica discussa
Elemento non secondario del suo percorso, e che ha attirato l'attenzione del pubblico, è stata la marcata evoluzione del suo aspetto e della sua proposta stilistica in un lasso di tempo relativamente breve, tra l'X Pass e le esibizioni in diretta. Quella che in principio era percepita come un'autenticità radicata nelle sue origini – simboleggiate anche dal nome d'arte MAYU, che richiama i kanji 真優 per "vera dolcezza" – ha subito, secondo alcune osservazioni, una metamorfosi verso direzioni più convenzionali. La sua identità artistica, che prometteva di fondere in modo originale la delicatezza della tradizione materna con il carattere di quella paterna, sembra essersi in parte smarrita, o quantomeno non aver trovato piena corrispondenza sul palco quando contava di più.
L'epilogo nel ballottaggio e le prospettive
L'episodio che ha sancito la sua uscita di scena è stato un ballottaggio, l'ultimo step di una serata che non l'ha vista brillare come nelle fasi iniziali. La sconfitta, sebbene amara, non cancella il potenziale che Mayu aveva mostrato, un potenziale che le aveva permesso di essere considerata una delle rivelazioni più autentiche di questa edizione. Il suo percorso, seppur concluso prematuramente all'interno del format, lascia intravedere una strada ancora percorribile per quella "vera dolcezza" che lei stessa incarna, al di là dei riflettori del talent show.




