La notte di Zielinski a San Siro: autogol, rimonte e un’espulsione che fa discutere nel derby d’Italia
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Redazione Sport
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Il Derby d’Italia andato in scena ieri sera sulla sponda nerazzurra di Milano ha regalato, come da copione, una sceneggiatura ricca di colpi di scena, ribaltamenti di fronte e un finale che difficilmente i settantamila del Meazza dimenticheranno in fretta. L’Inter, al termine di una partita pazza e furibonda, ha avuto la meglio sulla Juventus con un rocambolesco tre a due, un risultato che, al di là della mera classifica, porta con sé il peso specifico di una sfida che non è mai solo una partita. La gara si era messa in discesa per i padroni di casa al diciassettesimo, quando un cross di Luis Henrique, deviato nella propria porta da un Cambiaso sfortunato, aveva gonfiato la rete alle spalle di Di Gregorio; un autogol che sembrava poter indirizzare la serata sui binari dell’equilibrio nerazzurro, salvo poi scoprire che il calcio, si sa, ragiona per episodi e tornanti continui -1-7.
Il riscatto immediato di Cambiaso e il primo tempo che cambia volto
La reazione degli uomini guidati da Spalletti non è tardata di un minuto più del dovuto, e difatti al ventiseiesimo è stato lo stesso Cambiaso, da negativo a positivo della situazione in soli nove minuti, a ristabilire la parità: un inserimento puntuale sugli sviluppi di una azione manovrata che gli ha permesso di battere Sommer, rimettendo i bianconeri in carreggiata e dimostrando come la tenuta nervosa, in certe serate, conti quanto la tecnica pura -1-7. L’Inter, però, non ci stava a lasciare l’inerzia in mano agli ospiti e ha cominciato a macinare gioco, colpendo anche due legni nello stesso frangente, in una fase di match che sembrava poter propendere da un momento all’altro per la formazione di Chivu, fino a che l’arbitro non è diventato, involontariamente, il vero protagonista della serata.
Al quarantunesimo, infatti, Pierre Kalulu, già ammonito in precedenza, è stato fermato dal direttore di gara per un intervento su Bastoni che le immagini televisive hanno subito mostrato come quantomeno dubbio; il secondo giallo, trasformato in rosso, lasciava la Vecchia Signora in dieci uomini per tutto il secondo tempo, una mazzata che ha scatenato l’ira dei giocatori juventini e del loro management, con il direttore generale Comolli che a fine partita non ha usato mezzi termini per definire l’episodio come qualcosa di vergognoso, un torto subito che rischia di minare, secondo la sua visione, l’equilibrio del campionato -4-7.
L’inferiorità numerica non spegne la Juventus, ma Zielinski gelifica tutti
Contro ogni pronostico, la Juventus non solo ha retto l’urto nei minuti immediatamente successivi all’espulsione, ma ha trovato le energie per credere ancora al colpaccio, e quando al settantaseiesimo Pio Esposito, subentrato dalla panchina, ha insaccato di testa il due a uno su assist al bacio di Dimarco, San Siro ha cominciato a cullare il sogno della fuga tricolore -1-7. Sarebbe stato fin troppo semplice, però, se il Derby d’Italia fosse finito lì: Locatelli, con un destro chirurgico a sette minuti dal termine, ha rimesso le cose in pari, gelando l’entusiasmo dei padroni di casa e facendo pensare a una notte di rimpianti per la squadra di Chivu -1-7. E invece, quando il pareggio sembrava ormai scritto nel destino, Piotr Zielinski ha deciso che la serata doveva avere un altro eroe.
Al novantesimo minuto, il polacco ha raccolto un pallone al limite dell’area, e dopo un controllo che ha messo a sedere un difensore, ha lasciato partire un sinistro chirurgico che si è infilato all’incrocio dei pali, regalando all’Inter il tre a due e facendo esplodere una gioia incontenibile tra i giocatori e la panchina nerazzurra -1-7. Un gol pesantissimo, arrivato al termine di una partita giocata a ritmi altissimi, in cui gli episodi arbitrali faranno discutere per giorni ma in cui, oggettivamente, lo spettacolo non è mancato; l’Inter, con questa vittoria, consolida il proprio primato, mentre la Juventus torna a casa con la consapevolezza di aver lottato alla pari, in dieci, fino all’ultimo respiro, e con il nodo della classe arbitrale destinato a rimanere un tema caldo nelle prossime settimane.




