Luna Rossa e Ineos, una battaglia epica a Barcellona
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La regata di ieri a Barcellona ha visto Luna Rossa Prada Pirelli e Ineos Britannia affrontarsi in una sfida mozzafiato, portando la finale della Louis Vuitton Cup a un pareggio di 2-2. La giornata è iniziata con una lunga attesa del vento, che ha tenuto entrambe le squadre in stand-by, mentre una solida brezza mediterranea, nota come "Garbi", soffiava oltre la fascia di vento superiore prevista di 21 nodi. La tensione era palpabile, e l'invocazione "Jesus Christ!" si è levata a bordo di Ineos quando finalmente la giuria ha dato il via libera.
La prima regata della giornata, la terza della serie di finale, è stata ceduta da Luna Rossa agli inglesi per squalifica, a causa di una rottura alla randa, lacerata dalle stecche e non riparata in tempo utile. Tuttavia, la coppia d'attacco Spithill-Bruni ha saputo reagire con determinazione, stringendo gli inglesi nelle furibonde manovre di pre-partenza in un vento fresco e teso, che spazzolava il Mediterraneo e rendeva ogni sospiro degli Ac75 rischiosissimo.
Ben Ainslie, il timoniere di Ineos, ha riconosciuto la bravura degli avversari, ammettendo che "Luna Rossa era da punire, ma che regata fantastica". Nonostante le numerose bandiere di penalità issate, nessuna è stata assegnata a Ineos. Ainslie ha sottolineato come Luna Rossa sia stata costretta a usare una randa nuova e sbagliata, subendo danni sfortunati.
La classe di Luna Rossa è emersa chiaramente, dimostrando una capacità di adattamento e una determinazione fuori dal comune. La squadra italiana ha saputo sfruttare al meglio le risorse tecnologiche a disposizione, come veri e propri astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale, contando su menti e braccia dedite ventiquattro ore al giorno alla loro missione.




