La nuova Toyota Grmn Corolla, 305 cavalli per l’ultima ossessione di Gazoo Racing
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’era una volta la Yaris di terza generazione, la prima a fregiarsi di una sigla, Grmn, il cui acronimo – Gazoo Racing tuned by Meister of Nürburgring – descriveva già allora la ricerca di una purezza di guida plasmata sugli oltre venti chilometri dell’Inferno verde. E adesso, a distanza di anni, tocca a un’altra compatta giapponese raccogliere quel testimone: la Toyota Corolla Grmn, che della più "convenzionale" Gr Corolla rappresenta l’evoluzione radicale, quasi una mutazione genetica operata in laboratorio – nel caso specifico, il leggendario circuito tedesco del Nürburgring.
A volerla con tale determinazione è stato Akio Toyoda, noto con lo pseudonimo da pilota di Morizo, il quale ha impartito una direttiva precisa ai propri ingegneri: se deve portare quel marchio, allora che sia un’auto capace di attaccare il Nordschleife a tavoletta, senza esitazioni.
Messa a punto sull’asfalto che non perdona
Il risultato, presentato ufficialmente nei primi giorni di giugno, è una vettura che non ammette compromessi, a cominciare dalla configurazione interna: niente divanetto posteriore, perché i posti sono soltanto due, e quel vano liberato viene talvolta occupato da un puntone irrigidente che contribuisce a trasformare l’abitacolo in una sorta di cellula monoscocca.
Il processo di sviluppo, come riferisce la stessa divisione motorsport del colosso giapponese, ha previsto non solo un’intensa attività di testing sul tracciato tedesco – dove le sollecitazioni sulle sospensioni e le variazioni del manto raggiungono livelli al limite della follia – ma anche la partecipazione diretta al campionato endurance Super Taikyu.
Proprio in quella competizione, spinta all'estremo su una Gr Corolla alimentata a idrogeno, gli ingegneri hanno raccolto dati preziosi per affinare la resistenza meccanica del propulsore e per mettere a punto un pacchetto aerodinamico che non lascia nulla al caso.
Motore, telaio e quella rigidità torsionale portata all’estremo
Sotto il cofano, il poderoso tre cilindri 1.6 litri turbo – lo stesso che equipaggia il modello base – viene qui spremuto per erogare 305 cavalli (224 kW) e ben 415 Nm di coppia, quindici in più rispetto alla versione precedente. A fare la differenza, però, non è solo l’aumento della potenza – peraltro gestita esclusivamente da un cambio manuale iMT a sei marce con rapporti corti – quanto l’ossessione per la messa a punto ciclistica.
Le sospensioni, ad esempio, montano ammortizzatori monotubo inediti sia all’anteriore che al posteriore, con molle di richiamo interne studiate per migliorare la trazione sulle ruote interne in percorrenza di curva.
Per rendere l’idea della minuzia con cui hanno lavorato i tecnici, basti sapere che la corsa di questi elementi è stata calibrata millimetro per millimetro, mentre la rigidità strutturale della scocca è stata incrementata applicando ben 32,7 metri di adesivo strutturale – oltre tredici metri in più rispetto alla versione standard – quasi si trattasse di cucire insieme le lamiere per resistere alle sollecitazioni torsionali che solo il "Circuito Verde" sa infliggere.
Un concentrato di carbonio e gomma che (quasi) non si potrà comprare
Esteticamente, la Grmn si riconosce per l’impiego massiccio di fibra di carbonio: cofano, parafanghi anteriori, spoiler laterali e l’imponente alettone posteriore regolabile su cinque posizioni sono realizzati con questo materiale, così come alcune rifiniture dell’abitacolo che ospita la firma di Morizo e una plancia strumenti rivestita in tessuto spazzolato per evitare riflessi fastidiosi durante la guida.
Le carreggiate rimangono sostanzialmente invariate, ma l’altezza da terra scende di cinque millimetri, e i cerchi forgiati da 18 pollici calzano pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2, dieci millimetri più larghi di quelli della Gr Corolla, per garantire un’aderenza ferrea in inserimento.
Un peccato, per gli appassionati europei, che tutto questo concentrato di tecnologia sia destinato a rimanere un miraggio: le consegne inizieranno solo nel 2027 e i mercati interessati saranno esclusivamente il Giappone, il Nord America e l’Australia, con vendita limitatissima a pochi esemplari. Nel Paese del Sol Levante, per averne diritto, bisognerà addirittura prenotarsi tramite un’applicazione sullo smartphone a partire dall’autunno del 2026, quasi si trattasse di acquistare un’opera d’arte – o forse, visti i numeri, qualcosa di ancora più raro.




