Referendum giustizia, oggi e domani ai seggi: oltre 51 milioni di italiani chiamati a votare sulla riforma costituzionale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Si sono aperti ufficialmente questa mattina alle 7, in tutta la penisola e non solo – considerati gli oltre cinque milioni di connazionali residenti all’estero – i seggi per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia, una consultazione che rappresenta un passaggio cruciale per l’assetto ordinamentale del Paese. Le urne, allestite in 828 seggi nella sola provincia di Treviso dove gli aventi diritto sono 676.828, resteranno accessibili ai cittadini lungo l’intera giornata di oggi fino alle 23, per poi riaprire domani, lunedì 23 marzo, dalle 7 del mattino fino alle 15, orario in cui scatterà immediatamente lo spoglio delle schede. Il dato nazionale, che delinea la portata dell’appuntamento, parla di 51.424.729 elettori complessivi, un numero che include i cittadini iscritti all’Aire e che rende conto dell’importanza di una tornata elettorale che, pur non prevedendo il tradizionale vincolo del quorum, ne determinerà l’esito esclusivamente in base ai voti validamente espressi.
Un voto senza quorum e le modifiche ai sette articoli della Carta
La peculiarità di questo referendum, come sottolineato dagli uffici elettorali e dalla stessa comunicazione istituzionale, risiede nella sua natura confermativa: essendo l’esito di un iter parlamentare che ha visto l’approvazione in seconda lettura senza il raggiungimento della maggioranza dei due terzi, il elettorale è chiamato ad esprimere l’ultima parola su una riforma già confezionata dalle Camere. Di conseguenza, a differenza dei referendum abrogativi per i quali è necessario il raggiungimento del quorum per la validità della consultazione, in questo caso il voto sarà valido a prescindere dall’affluenza, e basterà un solo voto in più per far pendere l’ago della bilancia verso il "sì" o verso il "no". Il quesito, che nella sua formulazione tecnica risulta particolarmente articolato chiedendo ai cittadini di approvare o respingere il testo di legge costituzionale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025, coinvolge direttamente o indirettamente sette articoli della Costituzione. Si tratta nello specifico degli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110, ovvero quelli che definiscono l’ordinamento giurisdizionale, i principi in materia di nomine e la composizione degli organi di autogoverno della magistratura.
Separazione delle carriere e la nascita di due Csm: il cuore della riforma
Il nucleo centrale della riforma, quella che ne ha alimentato il dibattito sia tra i giuristi sia nelle sedi politiche, è rappresentato dalla separazione delle carriere tra la magistratura giudicante e quella requirente. L’impianto normativo, che se approvato modificherà profondamente l’accesso in magistratura, prevede che l’aspirante magistrato, sin dalla prova concorsuale, debba scegliere se intraprendere la carriera di giudice o quella di pubblico ministero, senza la possibilità di passare dall’una all’altra nel corso della vita professionale. A questa distinzione si accompagna la scomposizione del Consiglio superiore della magistratura (Csm) in due organi distinti: un Csm per la carriera giudicante e un Csm per la carriera requirente, entrambi con una modalità di selezione dei propri membri che rappresenta una novità assoluta nel panorama costituzionale italiano, prevedendo meccanismi di sorteggio in parte per i componenti togati e in parte per quelli laici. Un’altra architettura istituzionale di rilievo, inserita nel testo della legge, è l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, un organo autonomo che sottrae al Csm la competenza in materia di sanzioni disciplinari nei confronti dei magistrati, creando un sistema di giudizio a doppio grado interno.
I numeri del voto nei territori: da Treviso a Lodi, passando per Napoli
L’organizzazione logistica della macchina elettorale ha interessato capillarmente tutto il territorio nazionale, con dati che evidenziano la vastità dell’operazione. Nella provincia di Treviso, dove i seggi sono 828, i trevigiani chiamati al voto sono 676.828, mentre spostando lo sguardo verso la Lombardia, tra il Lodigiano e i 14 comuni del Sudmilano, gli elettori complessivi raggiungono quota 296 mila (171 mila nella provincia di Lodi e 125 mila nell’area sudmilanese). I numeri assumono dimensioni ancora più ampie se si considera la realtà metropolitana di Napoli, dove i seggi sono stati aperti regolarmente per permettere ai cittadini di esprimersi sulle "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare". Su scala nazionale, il dato complessivo degli elettori raggiunge i 51,4 milioni, un dato che testimonia come, nonostante l’assenza del quorum, la posta in gioco riguardi l’intero impianto costituzionale disegnato dai padri costituenti in materia di autonomia della magistratura. L’affluenza, i cui primi dati saranno diffusi nel corso della giornata di oggi con le rilevazioni delle 12, delle 19 e delle 23, fornirà la prima indicazione sul grado di partecipazione a una consultazione che ha visto schierarsi in prima linea, nei mesi precedenti, non solo i partiti ma anche associazioni di avvocati, giuristi e rappresentanti delle professioni legali.




