La primavera si veste di bianco: neve in Toscana tra Mugello, Casentino e Amiata, il caldo rinvia l’appuntamento al 10 aprile
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Redazione Interno
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Il colpo di coda dell’inverno, quello che i meteorologi definiscono una classica irruzione di aria artica, ha spazzato la Toscana nel pieno di quella che dovrebbe essere la stagione primaverile, imbiancando l’Appennino, il Mugello, il Casentino e arrivando a spruzzare persino l’isola d’Elba e le pendici dell’Amiata. Un ciclone posizionato sull’alto Adriatico ha infatti riportato l’Italia in un clima rigidamente invernale, con nevicate che hanno interessato non solo i crinali montani ma, in alcune aree limitrofe, anche tratti collinari e pianure dell’Emilia Romagna, mentre in Toscana il fenomeno ha mostrato la sua intensità maggiore a partire dal pomeriggio, per poi entrare in una fase di graduale attenuazione. Gli accumuli, rilevati a partire dai 700-800 metri di altitudine, hanno raggiunto mediamente i 5-10 centimetri, ma ci sono state località dove la coltre bianca ha superato ampiamente queste soglie, come nel crinale appenninico intorno al Falterona, dove a Castagno d’Andrea si sono toccati i 70 centimetri di neve. E se il proverbio popolare parla di “neve marzolina, dura dalla sera alla mattina”, in questo caso la persistenza del freddo e l’intensità delle precipitazioni hanno imposto un’altra lettura: quella di un marzo che, come spesso accade, si conferma “pazzerello”, capace di alternare il sole all’ombrello e, in questo frangente, alla pala per la neve.
Le aree più colpite sono state quelle interne, a cominciare dal Mugello e dall’Alto Mugello, dove la nevicata – che molti, vista la stagione, avevano dato per scongiurata – ha creato non poche difficoltà alla circolazione stradale. A ciò si aggiunge il Casentino, la Montagna Pistoiese e alcune zone del Pratese, territori in cui il paesaggio si è risvegliato completamente imbiancato, con rami caduti sulle carreggiate e automobilisti costretti, in più di un’occasione, ad abbandonare i mezzi in attesa dell’arrivo delle macchine operatrici. Proprio nel Mugello, il manto nevoso ha raggiunto spessori tali da bloccare diverse strade secondarie, creando disagi che le squadre della viabilità hanno gestito per ore. Nonostante l’aspetto spettacolare che queste immagini regalano, gli esperti interpellati hanno voluto ridimensionare il carattere eccezionale dell’evento: “Siamo di fronte a una classica irruzione di aria fredda di origine artica”, ha spiegato Gaetano Genovese di 3B Meteo, “un fenomeno tutt’altro che raro nella primavera italiana”.
L’Appennino e le aree interne sotto una coltre fino a 70 centimetri
Se si osserva la cartina delle precipitazioni, salta all’occhio come il crinale appenninico abbia fatto da spartiacque tra le regioni settentrionali e il Centro, concentrando gli accumuli maggiori proprio sui versanti toscani. A Castagno d’Andrea, piccolo centro nel comune di San Godenzo, la neve ha raggiunto i 70 centimetri di altezza, una cifra che ha di fatto paralizzato la viabilità locale, con alcuni automobilisti che – dopo aver tentato di percorrere le strade in salita – hanno preferito lasciare l’auto a bordo carreggiata per non rimanere intrappolati. Situazione analoga si è verificata in diversi comuni del Mugello, dove le precipitazioni nevose hanno insistito per diverse ore consecutive, accumulandosi rapidamente anche a quote relativamente basse. Nel Casentino, altra area storicamente abituata alle nevicate invernali, il manto bianco ha ricoperto boschi e centri abitati con una consistenza che raramente si osserva così a fondo primavera, mentre sull’Amiata – sebbene con accumuli più contenuti – la spruzzata ha ricordato come l’altitudine e le correnti fredde possano ancora giocare un ruolo determinante.
Disagi alla circolazione e la lunga attesa per il ritorno del caldo
Le conseguenze di questa irruzione artica si sono fatte sentire non solo sul piano paesaggistico, ma soprattutto su quello della viabilità. Rami caduti a causa del peso della neve hanno costellato le strade provinciali, costringendo i mezzi di soccorso a interventi continui per ripristinare le condizioni di sicurezza. In alcune località isolate, la protezione civile e le amministrazioni comunali hanno dovuto attivare tempestivamente i piani neve, con spargisale e spazzaneve in azione fin dalle prime luci dell’alba. A rendere più complessa la situazione ha contribuito l’inaspettatezza del fenomeno: se a gennaio una nevicata di questa portata sarebbe stata gestita con procedure rodate, a fine marzo la sorpresa ha colto impreparati molti automobilisti, alcuni dei quali sprovvisti di gomme termiche o catene a bordo. Intanto, per chi mal sopporta il clima rigido, le notizie non sono confortanti: il ritorno del caldo, secondo le proiezioni meteorologiche, non è previsto almeno fino al 10 aprile. La Toscana resterà quindi ancora per diversi giorni in un clima pienamente invernale, con temperature destinate a mantenersi ben al di sotto delle medie stagionali e con il rischio di ulteriori precipitazioni, anche a carattere nevoso, sulle aree appenniniche.
Un inverno che non molla la presa, tra normalità meteorologica e disagi reali
A rassicurare – per quanto possa valere il termine – sono gli esperti, i quali ricordano che queste rimonte fredde in primavera rappresentano un classico della meteorologia italiana. L’aria artica, incanalatasi attraverso la porta della Bora, ha trovato nel ciclone posizionato sull’alto Adriatico il motore perfetto per spingersi fin sul versante tirrenico, imbiancando anche località marine come l’isola d’Elba, dove la neve ha fatto una fugace apparizione prima di cedere il passo alla pioggia. In Appennino, invece, la neve è destinata a resistere almeno fino a quando le temperature non subiranno un rialzo deciso. Per le comunità montane, abituate a convivere con queste dinamiche, si tratta di un evento gestibile seppur gravoso, mentre per i pendolari e i viaggiatori di passaggio la situazione ha rappresentato un vero e proprio salto indietro nel calendario. In attesa di quel fatidico 10 aprile – data indicata dai modelli per un possibile cambiamento – la Toscana resta insomma sospesa tra la voglia di primavera e la realtà di un inverno che, a colpi di correnti artiche, ha deciso di prendersi una rivincita.




