Addio a Massimo Righetto, pioniere dell'emittenza locale veneta
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Redazione Sport
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PADOVA – Il mondo della radio e della televisione veneta piange Massimo Righetto, editore padovano scomparso nella notte tra il 16 e il 17 settembre all'età di 65 anni. A dare l'annuncio è stato il fratello Sandro, che ha riferito come la causa probabile del decesso sia stata un infarto fulminante, sopraggiunto senza alcun preavviso.
Righetto era una figura di riferimento dell'informazione e dell'intrattenimento nel Nordest, avendo guidato per decenni un gruppo multimediale che comprendeva le emittenti televisive Cafè TV 24 e Friuli TV 24 e le frequenze radiofoniche di Radio Cafè, Radio Gemini, Stereocittà e Radio Italia Uno.
La storia professionale di Righetto si intreccia con la stagione pionieristica dell'emittenza privata italiana. Fin da giovanissimo, quando frequentava l'ITIS Marconi di Padova, aveva iniziato a costruire trasmettitori insieme ad alcuni amici, trasformando quella passione in un'attività destinata a durare quasi cinquant'anni.
Nel 1975, ancora adolescente, contribuì a far nascere una delle prime esperienze radiofoniche del Veneto, dando avvio a un percorso imprenditoriale che lo avrebbe portato a guidare un gruppo capace di attraversare le profonde trasformazioni tecnologiche del settore, dalle prime frequenze FM alla televisione digitale.
Oltre al ruolo imprenditoriale, Righetto aveva sempre mantenuto un rapporto diretto con il lavoro redazionale, seguendo personalmente le linee editoriali delle emittenti del gruppo. Con la sua attività aveva costruito una rete informativa capillare tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, dando voce alle realtà locali attraverso le frequenze radiofoniche e i canali televisivi.
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, lo ha ricordato come «un protagonista di una stagione importante della propria storia, quella delle radio libere, dell'emittenza locale e di una comunicazione che negli anni ha saputo trasformarsi insieme al territorio».
Numerosi gli attestati di stima e cordoglio giunti dal mondo del giornalismo e dell'imprenditoria. L'amico e collega Davide Camera lo ha descritto come una persona che «pensava da radiofonico», sottolineando come le sue idee fossero sempre immaginate «in onda» prima ancora che realizzate. Righetto era stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica, riconoscimento che si aggiunge a una carriera dedicata alla comunicazione e al territorio.
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