Domanda di titoli di Stato robusta, il Tesoro piazza 1,2 miliardi in Btp marzo 2029

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato primario dei titoli di Stato italiani conferma un appetito sostenuto, come dimostrato dall'esito del collocamento supplementare del Btp in scadenza a marzo 2029, riservato – com'è prassi – agli operatori specialisti. L'asta, tenutasi mercoledì 14 gennaio, ha visto l'assegnazione dell'intero ammontare offerto, pari a 1,2 miliardi di euro, a fronte di richieste che hanno superato, e non di poco, la soglia degli 1,73 miliardi. Un risultato, questo, che porta il totale dei fondi raccolti per questa specifica emissione a 5,2 miliardi, se si sommano alla nuova tranche i 4 miliardi già collocati soltanto il giorno prima, martedì 13 gennaio, quando il rendimento del Titolo era arrivato a sfiorare il 2,5 per cento.

Il successo dell'emissione a tre anni

La prima tranche del Btp marzo 2029, identificato dal codice ISIN IT0005689960 e caratterizzato da una cedola annua lorda del 2,4%, era stata infatti collocata al massimo della forchetta prevista dal ministero dell'Economia e delle finanze, che aveva indicato un range tra i 3,5 e i 4 miliardi di euro. L'operazione, conclusasi con successo, aveva registrato domande per quasi 5,82 miliardi, segnalando un interesse di gran lunga superiore all'offerta. Da quel mercoledì 14 gennaio, poi, il titolo ha fatto il suo ingresso ufficiale nel listino del Mot, il Mercato Telematico delle Obbligazioni di Borsa Italiana, dove gli investitori retail possono ora negoziarlo.

Il debutto in borsa del Btp marzo 2033

Parallelamente, da martedì 13 gennaio è quotato sul Mot anche un altro strumento del debito pubblico, il Btp con scadenza marzo 2033 (ISIN IT0005689994), la cui emissione – avvenuta pochi giorni prima, l'8 gennaio – si era distinta per una domanda record di circa 150,4 miliardi di euro a fronte di un'offerta di 15 miliardi. Dotato di una cedola lorda annuale più elevata, fissata al 3,15%, questo titolo a più lunga scadenza completa l'offerta del Tesoro sul mercato secondario, offrendo agli operatori un ventaglio più ampio di scelte per le proprie strategie di investimento.

Il dettaglio delle cedole in pagamento

Per quanto riguarda i flussi di cassa per i sottoscrittori, il Btp marzo 2029 staccherà la sua prima cedola, il cui tasso è stato calcolato allo 0,39116%, il prossimo 15 marzo, per poi proseguire con pagamenti semestrali fissati ogni 15 settembre e 15 marzo. Una cadenza analoga, con prima scadenza sempre al 15 marzo ma con un tasso iniziale dello 0,513398%, è prevista anche per il Btp marzo 2033, il cui piano di rimborso si svilupperà lungo lo stesso calendario biennale. Questi meccanismi, ormai standardizzati, garantiscono una certa regolarità di incassi agli investitori, che sembrano continuare a vedere nei Buoni del Tesoro poliennali un punto di riferimento solido nel panorama dei titoli di Stato europei.

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