Pedro Neto spinge il raccattapalle, la Uefa apre un procedimento disciplinare: rischio squalifica per il ritorno del Chelsea
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Redazione Sport
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Il gesto nervoso di Pedro Neto nel finale di Psg-Chelsea, un momento di frustrazione che lo ha visto protagonista di una spinta a un giovane raccattapalle, potrebbe costare caro all'attaccante portoghese e alla sua squadra. La Uefa, come annunciato giovedì, ha ufficialmente aperto un procedimento disciplinare nei confronti del giocatore del Chelsea, inquadrando l'episodio come "comportamento antisportivo ai sensi dell'articolo 15 del regolamento disciplinare Uefa". Una decisione, quella che gli organi giudicanti dovranno prendere, che arriverà "a tempo debito", ma la sensazione – considerando la prassi in casi analoghi – è che si voglia giungere a una risoluzione in tempi stretti, probabilmente già prima della gara di ritorno in programma tra una settimana a Stamford Bridge. I londinesi, reduci da un pesante 5-2 incassato al Parco dei Principi, rischiano così di dover fare a meno di un elemento importante nel tentativo, già di per sé complicato, di ribaltare la qualificazione contro i campioni d'Europa in carica del Paris Saint-Germain.
La dinamica dello scontro e le scuse immediate dell'ex Lazio
Era il recupero della partita, con il punteggio già fissato sul 4-2 per i francesi – prima della successiva e definitiva marcatura di Kvaratskhelia – quando Neto, esasperato dalla lentezza del raccattapalle nel restituirgli il pallone per rimettere velocemente il gioco in sospeso, ha perso la testa. Una spinta, la sua, decisa e inquadrata dalle telecamere, che ha fatto cadere all'indietro il giovane seduto a bordo campo, innescando immediatamente un principio di rissa tra i giocatori delle due squadre, pronti a difendere o a contestare l'accaduto. Lo stesso Neto, una volta rientrata la tensione e terminate le ostilità, ha cercato di porre rimedio alla sua reazione: si è avvicinato al ragazzo, lo ha abbracciato e gli ha donato la propria maglia, un tentativo di pacificazione che ha raccontato personalmente ai microfoni. "Volevo prendere la palla velocemente e gli ho dato una piccola spinta – ha spiegato l'attaccante –. Ho visto che gli avevo fatto male, mi sono scusato subito, io non sono così. Gli ho chiesto scusa 35 volte, non di meno, e lui alla fine era felice per la maglia", ha aggiunto, raccontando di essersi fatto aiutare dal connazionale e giocatore del Psg Vitinha per farsi da interprete con il ragazzo.
Il precedente e l'attesa per il verdetto Uefa
L'arbitro Hernandez, va detto, non aveva sanzionato in alcun modo Neto durante la partita, ma l'organismo di governo del calcio europeo ha ritenuto di dover rivalutare l'accaduto a gara conclusa. La procura disciplinare della Uefa dovrà ora stabilire se e quanto fosse volontario il gesto e, soprattutto, se la spinta configuri gli estremi per una squalifica che priverebbe il Chelsea di un giocatore già in passato finito nel mirino della giustizia sportiva – era stato recentemente deferito dalla Federcalcio inglese per la reazione all'espulsione rimediata contro l'Arsenal. Il precedente più celebre in casa Blues, che aleggia come un fantasma su questa vicenda, è quello di Eden Hazard, il quale, sempre per un contrasto con un raccattapalle (ai tempi del Swansea nel 2013), rimediò una squalifica di tre turni. Sebbene la dinamica fosse differente, quel ricordo rende l'idea di come la giustizia sportiva possa talvolta essere implacabile su questi frangenti.




