Tajani sulla difesa Ue: "Rafforzarla, ma nell'orbita Nato e degli Usa"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha sostenuto con fermezza la necessità di rafforzare la difesa europea, pur inserendola in un quadro più ampio e consolidato. "Per difendere la pace serve affrontare il tema della difesa, perché più l'Europa è in grado di garantire la propria sicurezza, meno rischi ci sono di un possibile conflitto", ha dichiarato il ministro, specificando subito dopo che questo percorso "va rafforzato in un'ottica Nato". Una posizione, la sua, che trae ispirazione dalla storia politica di Forza Italia, la quale, come ha ricordato lo stesso Tajani, "è per la difesa europea, come voleva De Gasperi e poi Berlusconi".

I numeri della crescita militare in Europa

Le parole del ministro giungono in un momento in cui i dati economici fotografano una tendenza già in atto da anni. Secondo un'analisi recente, nel 2024 la spesa complessiva per la difesa degli Stati membri dell'Unione europea ha raggiunto la cifra di 343 miliardi di euro, con una stima di crescita che potrebbe portarla a 381 miliardi già nel 2025. Se si guarda al confronto con il 2005, l'aumento complessivo delle spese risulta essere del 74%, mentre gli investimenti in armamenti e capacità hanno registrato un'impennata addirittura superiore, toccando un +306% nello stesso arco temporale. Si tratta di cifre che testimoniano uno sforzo collettivo significativo, trainato in particolare dalle nazioni dell'Europa orientale, maggiormente sensibili alle pressioni geopolitiche.

L'incertezza strategica dopo le dichiarazioni di Trump

Il contesto nel quale si inserisce questo potenziamento, tuttavia, è attraversato da una profonda incertezza strategica, generata dalle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla Nato. Affermazioni come "Non ne abbiamo mai avuto bisogno", rivolte agli alleati atlantici, hanno gettato nello sconcerto i leader europei, costretti a interrogarsi sulla solidità dell'ombrello difensivo americano che per decenni ha garantito la sicurezza del continente. La dottrina "America First", con il suo slogan "Make America Great Again", sembra tradursi in una volontà di disimpegno dagli obblighi multilaterali, lasciando intendere che il diritto internazionale sarà sempre più basato sulla forza militare ed economica dei singoli attori.

Un dibattito che si fa urgente

Proprio per affrontare queste sfide epocali, il dibattito pubblico si sta facendo più urgente, organizzando occasioni di approfondimento come la conferenza promossa dalla Fabbrica delle Idee ad Arezzo, il cui titolo, "Noi, l'Europa e Trump", riassume efficacemente le questioni cruciali sul tavolo. L'alleanza occidentale post-1945, infatti, appare scossa nelle sue fondamenta, mentre gli Stati Uniti annunciano una politica di isolazionismo che li porta a non voler più supportare automaticamente l'Europa, la Nato o l'Onu. In questo scenario complesso, l'appello di Tajani a una difesa europea più solida, ma non autonoma dalla partnership atlantica, delinea una possibile via d'uscita, sebbene impervia, che tenta di conciliare ambizioni continentali e realtà geopolitiche mutate.

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