Sanità privata in sciopero, lavoratori stanchi di aspettare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 23 settembre, il personale della sanità privata di tutta l'Emilia-Romagna, inclusa la provincia di Ferrara, scenderà in sciopero per protestare contro il mancato mantenimento degli impegni relativi ai contratti. Infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici sanitari e tutto il personale della sanità privata sono stanchi di aspettare. Sono oltre 200.000 le lavoratrici e i lavoratori che operano nelle strutture in cui si applicano i contratti Aiop e Aris sanità privata e Aiop e Aris rsa. Questi lavoratori svolgono un servizio pubblico garantendo un diritto costituzionale, quello alla salute.

La protesta degli operatori socio-sanitari non è un caso isolato. Anche dall'Altopiano, venticinque tra operatori socio-sanitari e infermieri, dipendenti dell'Opera Immacolata Concezione (Villa Rosa) di Asiago, si sono uniti ai colleghi di tutto il Veneto per la protesta sul rinnovo del contratto di lavoro, scaduto cinque anni fa. La giornata di sciopero proclamata a livello nazionale ha visto la partecipazione di migliaia di lavoratori.

In Veneto, l'8 ore di sciopero ha coinvolto 11.000 lavoratori della sanità privata, con contratti scaduti da sei anni negli ospedali e da dodici nelle rsa. Le Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori che operano nelle strutture in cui si applicano i contratti Aiop e Aris sanità privata e Aiop e Aris rsa. In Basilicata, oltre 600 lavoratori si sono uniti alla protesta, chiedendo l'applicazione del giusto contratto e l'equiparazione del lavoro privato in sanità alla sanità pubblica.

La situazione è critica e i lavoratori chiedono risposte concrete. La sanità privata, che dovrebbe garantire un servizio pubblico, si trova in una situazione di stallo contrattuale che penalizza chi lavora quotidianamente per garantire il diritto alla salute.

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