Femminicidio a Venaria: la tragica fine di Cinzia D'Aries
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Redazione Interno
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Cinzia D’Aries, 51 anni, è la vittima dell’ennesimo femminicidio che ha insanguinato la notte tra l’8 e il 9 febbraio 2025 a Venaria Reale, in provincia di Torino. La donna, casalinga che in passato aveva svolto saltuariamente lavori domestici, è stata uccisa a coltellate dal marito, Pietro Quartuccio, 58 anni, pensionato e invalido civile, con il quale condivideva un appartamento in via Gozzano. L’uomo, dopo aver compiuto il gesto, ha tentato il suicidio ingerendo farmaci, trovandosi ora in condizioni critiche in ospedale.
L’allarme è scattato intorno all’una di notte, quando la sorella di Quartuccio, preoccupata per l’assenza di notizie del fratello, ha chiamato i soccorsi. Giunti sul posto, i carabinieri hanno trovato Cinzia D’Aries senza vita, colpita più volte alla schiena e al petto, mentre il marito era in preda a un malore. Le indagini, coordinate dalla procura di Torino, stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti, con particolare attenzione alle dichiarazioni di un vicino di casa, Michelangelo Vassallo, che ha rivelato un dettaglio agghiacciante: «A mia madre – ha raccontato – Pietro aveva detto che prima o poi l’avrebbe uccisa». Una frase che, se confermata, potrebbe assumere un peso significativo nell’inchiesta, gettando luce su un contesto di violenza domestica già noto a chi viveva accanto alla coppia.
Cinzia D’Aries, descritta da chi la conosceva come una donna riservata e dedita alla famiglia, aveva lasciato trapelare qualche segnale di sofferenza attraverso i social network. In un post su Facebook, risalente a qualche mese prima della tragedia, aveva scritto: «Nessuno si scusa mai per come ti tratta». Una frase che, alla luce di quanto accaduto, assume un significato drammatico, lasciando intuire un clima di tensione e maltrattamenti che potrebbe aver preceduto l’escalation di violenza.
Quello di Venaria Reale è uno dei due femminicidi avvenuti nelle ultime 24 ore in Italia, un dato che riaccende i riflettori su un fenomeno che continua a mietere vittime nonostante le campagne di sensibilizzazione e le misure legislative adottate negli ultimi anni. Le forze dell’ordine, intanto, stanno ascoltando testimoni e raccogliendo elementi utili a chiarire le circostanze del delitto, mentre il vicinato, sconvolto dalla tragedia, cerca di elaborare un lutto che ha colpito una piccola comunità già segnata dalla precarietà e dalle difficoltà economiche.




