Pragmata, la recensione della nuova IP Capcom tra azione, hacking e quel sapore di single player "di una volta"
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’è un momento, durante l’esplorazione della base lunare in Pragmata, in cui ci si rende conto che l’assenza di una connessione persistente – o di un qualsiasi battle pass – non è un vuoto, ma piuttosto una scelta progettuale precisa e quasi coraggiosa. Il terzo lavoro targato Capcom per questo 2026, arrivato dopo i successi di “Resident Evil Requiem” e “Monster Hunter Story 3”, rappresenta un azzardo notevole per la casa di Osaka: proporre una nuova proprietà intellettuale (IP) tripla A in un’industria satura di remake e live service è un’operazione ad alto rischio, eppure i primi riscontri di critica – con un metascore che si aggira attorno all’86% su OpenCritic – sembrano premiare questa scommessa. A pochi giorni dal lancio, previsto per il 17 aprile su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e la neonata Nintendo Switch 2, l’attenzione non è più solo sulla trama che lega Hugh e Diana, ma sulla sostanza di un’esperienza che, come abbiamo avuto modo di verificare, mette il gameplay puro al centro di tutto.
Un combat system a doppio filo: l’hacking in tempo reale
A differenza di molti shooter fantascientifici in circolazione, dove l’unico scopo è premere il grilletto, qui il fulcro dell’azione risiede nella simbiosi forzata tra i due protagonisti. Non si sceglie se giocare con l’uno o con l’altra: si controllano entrambi simultaneamente, e lo si fa gestendo una meccanica di hacking in tempo reale che trasforma ogni scontro in una sorta di rompicapo tattico. Diana, l’androide dall’aspetto infantile, deve esporre i punti deboli dei nemici attraverso un minigioco integrato nell’azione; solo a quel punto Hugh può intervenire con la forza bruta del suo armamento. È un sistema che richiede una certa coordinazione – specialmente nei primi livelli, quando la varietà degli avversari è ancora limitata – ma che una volta assimilato restituisce quella sensazione di “gioco di una volta” a cui molti si riferiscono, dove la progressione verticale è legata all’abilità del giocatore e a una skill tree che permette di specializzare l’approccio, sia esso più votato all’hacking o all’assalto diretto.
L’offerta Instant Gaming e il fenomeno Switch 2
Mentre l’epopea lunare di Hugh e Diana si prepara a conquistare il pubblico, c’è già chi guarda al portafoglio. Su Instant Gaming, il titolo è già disponibile in prevendita a circa 41,49 euro (IVA esclusa), beneficiando di uno sconto del 31% rispetto ai 60 euro di listino, con tanto di garanzia sul prezzo nel caso in cui l’offerta dovesse migliorare prima del lancio. Un dato, questo, che riflette la fame di novità del mercato. Ma la vera sorpresa, forse, arriva dalle performance tecniche sulla console ibrida di Nintendo. Contro ogni pronostico che vorrebbe i porting “castrati”, la versione per Nintendo Switch 2 di Pragmata è attualmente la meglio recensita su Metacritic, con un punteggio che tocca picchi di 90. Grazie alla scalabilità del RE Engine, Capcom è riuscita a confezionare un port che gira a 60 fps (con risoluzione dinamica che scala da 540p a 1080p via DLSS) e che, a tratti, visivamente si avvicina pericolosamente alle controparti casalinghe, limitando i compromessi alla sola gestione dei capelli del personaggio di Diana o a qualche ombra leggermente meno definita.
Otto, il doppiaggio italiano e la narrazione “classica”
A completare il quadro promozionale delle ultime ore arriva il trailer dedicato a Otto, un nuovo personaggio (un Pragmata, al pari di Diana) il cui incontro sulla base lunare si preannuncia drammatico e foriero di svolte decisive nella lotta contro l’entità artificiale nota come IDUS. Il video non solo aggiunge tasselli al lore – incentrato sul minerale “lunum” capace di replicare la materia – ma offre anche l’occasione per apprezzare il doppiaggio in italiano, una cura che Capcom ha riservato al titolo e che contribuisce ad avvolgere la narrazione in un’aura di cinema classico. La storia, che alcuni recensori internazionali definiscono “volutamente semplice” o addirittura “generica”, si regge quasi interamente sulle spalle del rapporto tra Hugh e la piccola Diana, una dinamica che oscilla tra la protezione paternalistica e la scoperta ingenua del mondo. Ed è forse proprio in questa semplicità – in questa assenza di pretese rivoluzionarie se non nella meccanica di gioco – che risiede la forza di Pragmata, capace di ricordare al mercato che un’esperienza lineare, ben confezionata e focalizzata sul single player ha ancora un suo preciso, e affollato, pubblico.




