Decreto bollette, cinque miliardi tra bonus e tagli ma le associazioni parlano di occasione persa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto-legge che stanzia oltre cinque miliardi di euro per alleggerire il costo dell’energia elettrica e del gas, un intervento che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto definire strutturale pur dovendo fare i conti con i limiti imposti dalla cornice europea -1. Il provvedimento, discusso e approvato nella riunione di mercoledì, si articola su più livelli e cerca di bilanciare il sostegno immediato a famiglie e imprese con una serie di riforme del mercato, ma non mancano le voci critiche che ne sottolineano il carattere emergenziale e i potenziali effetti distorsivi.

Per i nuclei familiari più esposti alla crisi, quelli che già rientrano nella platea del bonus sociale con un Isee inferiore a 9.796 euro, il decreto rafforza il contributo: ai duecento euro già previsti si aggiungono altri 115 euro, portando il beneficio complessivo a 315 euro annui per circa due milioni e settecentomila famiglie vulnerabili -1-4. A questa misura si affianca una novità per la cosiddetta fascia grigia, ovvero quei nuclei con Isee fino a venticinquemila euro che non accedono al bonus: i venditori di energia potranno riconoscere loro uno sconto volontario di almeno sessanta euro all’anno, ottenendo in cambio dal governo un riconoscimento pubblico che ne attesti l’impegno sociale, una sorta di certificazione di visibilità che l’Arera dovrà regolamentare -5-7.

Il capitolo più so, però, riguarda il mondo produttivo. Per finanziare la riduzione degli oneri generali di sistema, quelli che pesano sulla bolletta elettrica delle imprese, il governo ha scelto una strada che ha immediatamente fatto discutere: un aumento di due punti percentuali dell’aliquota Irap a carico delle aziende che operano nel settore energetico, dalla produzione alla distribuzione -1-5. Le risorse recuperate, stimate in circa quattrocento milioni per il 2026, serviranno ad abbattere la componente Asos per oltre quattro milioni di partite Iva, con un risparmio medio calcolato in 6,8 euro per megawattora consumato -5. A questo si aggiunge l’ottimizzazione dei flussi finanziari degli oneri di sistema: anticipando i trasferimenti alla Cassa per i servizi energetici e ambientali, si libereranno ulteriori ottocentocinquanta milioni da restituire sotto forma di sconti automatici in bolletta -5.

Sul fronte delle imprese energivore e gasivore, come quelle del settore ceramico e del vetro, il decreto interviene con l’abbattimento degli oneri di trasporto del gas e con la creazione di una piattaforma pubblica, gestita dal Gse e da Sace, che consentirà anche alle aziende più piccole di aggregarsi per acquistare energia direttamente dai produttori attraverso contratti a lungo termine, i cosiddetti Ppa, svincolandosi così dalla volatilità del mercato spot -1-7. Una misura che il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, ha difeso come un primo passo verso il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas, anche se l’obiettivo finale richiederà necessariamente un passaggio a Bruxelles per modificare le regole del sistema Ets, il mercato delle quote di emissione -6-7.

E proprio sul fronte delle rinnovabili e degli Ets si gioca la partita più complessa. Il governo intende srare il costo dei diritti di emissione dalla determinazione del prezzo delle energie prodotte da fonti pulite, come l’idroelettrico o il solare, evitando che queste vengano di fatto tassate per un inquinamento che non producono -1. Una norma che necessita dell’autorizzazione dell’Unione Europea, come ha riconosciuto la stessa presidente Meloni, e che nel frattempo ha scatenato le proteste degli operatori del settore: Agostino Re Rebaudengo, presidente di una società di produzione da rinnovabili, ha denunciato il rischio che simili interventi finiscano per penalizzare gli investimenti nel green a vantaggio del gas, riducendo i ricavi e le marginalità di chi ha scommesso sulla transizione ecologica -2.

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