Nations League 2026/2027, il sorteggio di Nyon non sorride all’Italia di Gattuso: nel girone con Francia, Belgio e Turchia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sala dell’Expo Hall 3 di Bruxelles, gremita di delegazioni e addetti ai lavori riuniti in occasione del cinquantesimo congresso ordinario dell’Uefa, ha consegnato ieri pomeriggio l’esito del sorteggio per l’edizione 2026/2027 della Nations League, e l’esito, per la Nazionale guidata da Gennaro Gattuso, ha il sapore inequivocabile di una prova del fuoco anticipata -1-8.

Inserita in seconda fascia, l’Italia è finita nel Gruppo 1 della Lega A assieme alla Francia — quest’ultima testa di serie —, al Belgio e alla Turchia; un quadrante, questo, che mette insieme tre delle tradizionali big del calcio continentale e una selezione, quella anatolica, ormai stabilmente abituata a palcoscenici di prestigio grazie al lavoro del suo commissario tecnico, Vincenzo Montella -2-6.

Mentre l’attenzione immediata resta inevitabilmente ancorata alla semifinale dei playoff mondiali contro l’Irlanda del Nord, in programma per il 26 marzo a Bergamo, la macchina organizzativa della Federazione — rappresentata a Bruxelles dal presidente Gabriele Gravina e dal segretario generale Marco Brunelli — ha già preso nota degli impegni che attendono gli Azzurri a partire dal settembre 2026 -1-8. A fianco dei dirigenti, del resto, c’era anche Leonardo Bonucci, oggi assistente tecnico dello staff di Gattuso, e la sua presenza non era puramente cerimoniale: tocca proprio a lui, insieme al resto del gruppo di lavoro, tradurre la complessità del sorteggio in una strategia di approccio alle sei gare in calendario, le uniche che separeranno l’Italia dai quarti di finale o, qualora la classifica dovesse sorridere poco, dagli spareggi salvezza contro una delle seconde della Lega B -1-8.

A Nyon, l’urna non ha concesso sconti ad alcuno, ma il raggruppamento toccato all’Italia appare particolarmente denso di insidie. La Francia, avversario abituale e spesso amaro degli ultimi quindici anni, porta con sé un’onda lunga di talento e fisicità; il Belgio, nonostante un ricambio generazionale ancora in divenire, resta squadra capace di offendere con qualità; la Turchia, infine, è la classica variabile impazzita, forte di un collettivo che Montella, intervistato dai media locali subito dopo il sorteggio, ha descritto come entusiasta di potersi confrontare con “alcune delle migliori squadre d’Europa”, parole pronunciate con la consapevolezza di chi sa che, nella Nations League, il divario tecnico può essere colmato dall’agonismo e dalla spinta degli stadi turchi -2-6.

Bonucci, dal canto suo, non ha usato giri di parole nel commentare l’esito dell’estrazione. Interpellato al termine della cerimonia, l’ex capitano ha parlato di “sfide eccitanti” e di un percorso reso impervio dalla presenza di “tre delle migliori nazionali al mondo”, rimarcando però come l’obiettivo della squadra — un “andare il più lontano possibile” che suona quasi come un mantra in questa fase di transizione tecnica — non possa prescindere dal superamento della fase a gruppi -2-8. Le sue dichiarazioni, misurate ma prive di retorica difensivistica, fotografano una realtà in cui l’asticella si alza immediatamente, senza partite sulla carta agevoli né finestre per il turnover spinto: soltanto le prime due del girone, lo ricordano le carte federali, staccheranno il pass per i quarti di finale del marzo 2027, mentre l’ultima classificata saluterebbe la Lega A con annessa retrocessione -1-2.

Nel frattempo, Gattuso prosegue il suo lavoro di tessitura a maglie larghe: a dispetto dell’assenza di raduni ufficiali, il ct ha intrapreso un tour motivazionale che, nelle ultime settimane, lo ha portato a incontrare personalmente i calciatori italiani sparsi tra Milano, Londra e la Capitale, cene operative nelle quali si è discusso di modulo, condizione fisica e appartenenza -3-9. Da quelle riunioni informali — frequentate, tra gli altri, dai rossoneri Bartesaghi e Tonali nonché dai giallorossi Cristante e Mancini — emergeranno le scelte per lo spareggio con l’Irlanda del Nord, ma anche le prime indicazioni sull’ossatura che affronterà la Nations League nell’autunno successivo -3-9. Una programmazione obbligata, quella del tecnico calabrese, considerando che il format del torneo non concede pause né errori di valutazione.

La composizione integrale dei gironi e l’architettura del torneo

Osservando il quadro completo delle quattro Leghe, emerge una distribuzione che conferma la gerarchia del ranking Uefa ma non preclude ribaltoni. Nella Lega A, il Gruppo 2 mette di fronte Germania e Olanda con l’inserimento di Serbia e Grecia; il Gruppo 3 oppone la Spagna campione d’Europa a Croazia, Inghilterra e Repubblica Ceca; il Gruppo 4, infine, vede Portogallo e Danimarca favorite su Norvegia e Galles -1-6.

Più articolata la composizione della Lega B, dove spiccano i nomi di Scozia, Svizzera, Austria e Polonia, distribuiti in quattro raggruppamenti che promettono equilibrio; la Lega C, invece, propone accoppiamenti meno scontati di quanto si possa credere, con Albania e Finlandia chiamate a vedersela con Bielorussia e San Marino, mentre Islanda e Bulgaria attendono l’esito degli spareggi tra Estonia, Gibilterra, Lussemburgo e Malta per conoscere l’ultima avversaria -6. Un meccanismo a incastro, quello dei play-in tra Lega C e Lega D, che verrà risolto prima dell’inizio della fase a gironi vera e propria.

Il calendario della fase a gironi, del resto, è già stato fissato nei suoi macroblocchi e si articolerà su sei turni distribuiti su tre finestre: la prima, tra il 24 e il 29 settembre 2026, ospiterà le prime due giornate; la seconda, dal 30 settembre al 6 ottobre, esaurirà la terza e quarta tornata; la terza e ultima, infine, è collocata a metà novembre, tra il 12 e il 17, e assegnerà i verdetti definitivi dei gironi -1-2. Solo a quel punto si saprà se l’Italia di Gattuso potrà continuare a sognare la Final Four del giugno 2027 o se dovrà accontentarsi di ripescare ambizioni e programmi, magari passando attraverso la porta stretta degli spareggi.

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