Caffè, nuovi farmaci ed esercizi con la sedia: i rimedi per il mal di testa secondo gli esperti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
La Giornata nazionale del mal di testa, in programma il 16 maggio, porta con sé non solo iniziative di sensibilizzazione – come quella organizzata dall’ambulatorio cefalee della Neurologia dell’ospedale Lotti di Pontedera, diretto dalla dottoressa Maria Rosaria Maluccio – ma anche un aggiornamento sullo stato dell’arte delle terapie e delle buone pratiche quotidiane per affrontare un disturbo che, secondo i dati dell’Oms, colpisce almeno una persona su tre nel corso dell’anno. Proprio in questo contesto, una recente puntata del programma “Il mio medico” ha riunito tre esperti di settore: il biologo nutrizionista Rolando Bolognino, docente al master in “Terapie integrate nelle patologie oncologiche femminili” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma; il professor Piero Barbanti, ordinario di neurologia all’Università San Raffaele di Roma; e il personal trainer Nicolò Famiglietti. A ciascuno di loro, i conduttori hanno chiesto di fornire un contributo specifico, spaziando dall’alimentazione alla farmacologia, fino alla riabilitazione motoria domiciliare.
Caffè tra luci e ombre: i consigli del nutrizionista Bolognino
Se da sempre il caffè è considerato un alleato per la veglia o, al contrario, un nemico per chi soffre di gastrite, le ultime ricerche scientifiche – citate dal professor Rolando Bolognino – ne ridisegnano il profilo in chiave neurologica. Da un lato, la caffeina può rivelarsi utile grazie alla sua azione vasocostrittrice, un meccanismo che in alcuni soggetti riesce ad alleviare le cefalee vascolari; dall’altro, un consumo eccessivo o irregolare (superiore alle tre o quattro tazzine al giorno oppure l’abitudine di saltare la dose abituale nei fine settimana) rischia di innescare le cosiddette “cefalee da rimbalzo”. L’esperto suggerisce quindi un approccio prudente: meglio bere caffè con regolarità, senza esagerare, e associarlo sempre a un’adeguata idratazione. Nei soggetti predisposti all’emicrania, insomma, quella tazzina fumante non va né demonizzata né santificata, bensì inserita in un contesto alimentare più ampio, dove l’equilibrio diventa la parola chiave.
Terapie innovative e colloqui gratuiti a Pontedera
Molto più radicale è il salto di qualità proposto dal professor Piero Barbanti, il quale ha illustrato i nuovi farmaci “rivoluzionari” per la cefalea cronica. Si tratta di anticorpi monoclonali che agiscono sul peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), una molecola ritenuta responsabile della trasmissione del dolore nell’emicrania. A differenza dei vecchi trattamenti – spesso sintomatici e non privi di effetti collaterali – questi medicinali si assumono con cadenza mensile o trimestrale e riducono drasticamente la frequenza degli attacchi. Barbanti ne ha parlato in studio insieme alla sua paziente Cristiana De Simone, portando un esempio concreto di efficacia. Sul fronte dell’accesso alle cure, l’ospedale Lotti di Pontedera (Asl Toscana Nord Ovest) offrirà sabato 16 maggio, dalle 9 alle 12, colloqui informativi individuali gratuiti: un’opportunità, spiegano gli organizzatori, per imparare a riconoscere i diversi tipi di cefalea, usare correttamente i farmaci e sapere quando rivolgersi allo specialista.
Esercizi a casa con la sedia: il metodo Famiglietti
Completa il quadro terapeutico il personal trainer Nicolò Famiglietti, il quale ha proposto una serie di esercizi da fare in casa utilizzando una comune sedia. L’obiettivo è duplice: da una parte ridurre le tensioni muscolari accumulate a livello del collo e delle spalle – spesso causa scatenante delle cefalee tensionali – e dall’altra migliorare la postura, un fattore di rischio troppo spesso trascurato. Gli esercizi suggeriscono movimenti lenti di stretching cervicale, rotazioni del busto e leggere estensioni della colonna, il tutto mantenendo la schiena ben appoggiata allo schienale. Nessun attrezzo costoso, nessuna palestra: bastano quattro mura e la voglia di dedicare dieci minuti al giorno a se stessi. Un approccio semplice, certo, ma che – se abbinato alla corretta alimentazione e alle nuove terapie farmacologiche – compone un mosaico di soluzioni finalmente personalizzabili per chi soffre di mal di testa cronico.




