Supermercati nel Nord-Est, la sfida tra Alì, Tosano e Unicomm
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Redazione Economia
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Il mercato dei supermercati nel Nord-Est italiano mostra una competizione particolare tra imprese territoriali come Alì, Tosano e Unicomm, con modelli di sviluppo molto diversi tra loro. La distribuzione alimentare dell’area riunisce grandi reti, gruppi familiari e sistemi di affiliazione che hanno costruito posizioni rilevanti senza seguire un’unica strategia di crescita.
La forza dei gruppi locali nella grande distribuzione veneta
Il Veneto rappresenta uno dei mercati più frammentati della grande distribuzione organizzata. La prima impresa per vendite stimate raggiunge una quota dell’11%, mentre le prime tre insieme arrivano al 30%. In questa classifica Alì occupa la prima posizione, seguita da Unicomm con il 10,5% e 155 negozi, mentre Tosano raggiunge quasi il 9% delle vendite regionali con una rete composta da 13 punti vendita.
La presenza di operatori territoriali ha creato un equilibrio differente rispetto ad altre aree italiane. Alì, Unicomm, Tosano, Lando e Martinelli hanno sviluppato formule commerciali autonome, puntando su assortimenti, dimensioni dei negozi e politiche di prezzo diverse. Analisi specialistiche sulla distribuzione evidenziano come realtà venete con superfici e strategie differenti abbiano ottenuto risultati molto variabili nelle vendite per metro quadro.
Vendite per metro quadro e differenze tra reti
Il confronto tra imprese territoriali mostra che la dimensione complessiva della rete non coincide necessariamente con la produttività del singolo punto vendita. Nel 2024 un metro quadro dei supermercati Martinelli, con dieci negozi complessivi, sviluppa vendite stimate per 14.400 euro, mentre Vega, con 323 punti vendita, arriva a 4.150 euro per metro quadro. La differenza evidenzia come efficienza della superficie commerciale e numero dei negozi seguano dinamiche separate.
Il Nord-Est ha inoltre una forte presenza di imprese nate da iniziative familiari e cresciute mantenendo un forte legame territoriale. Tra queste figurano Alì, Tosano, Lando e altri gruppi regionali che hanno affiancato operatori nazionali e internazionali. Nel 2024 cinque aziende attive prevalentemente tra Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia hanno superato il miliardo di euro di fatturato, tra cui Unicomm, Aspiag Service, Tosano e Alì Group.
Trentino-Alto Adige e il modello della concentrazione
Il quadro cambia profondamente spostandosi verso il Trentino-Alto Adige. In questa area i primi tre operatori sviluppano il 66% delle vendite stimate regionali, con valori ancora più elevati nelle province di Trento e Bolzano. La struttura del mercato è quindi molto più concentrata rispetto al Veneto, dove la competizione tra insegne territoriali mantiene una distribuzione più frammentata.
Anche le modalità di crescita sono differenti. Alcuni gruppi scelgono l’espansione diretta attraverso nuovi punti vendita, altri utilizzano modelli basati sull’affiliazione o sull’integrazione con consorzi distributivi. Nel periodo compreso tra il 2020 e il 2024 i punti vendita alimentari rilevati nelle quattro regioni del Nord-Est sono passati da 4.947 a 4.775, ma nello stesso arco temporale sono state registrate 512 aperture e 684 chiusure, mostrando un mercato in continuo cambiamento.
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