Da Auchan a Tosano, il nuovo iper che sfida la grande distribuzione a Milano
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Redazione Economia
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Non si tratta di un’inaugurazione qualsiasi, e a giudicare dalla folla che dall’11 giugno ha preso d’assalto il centro commerciale Porte di Milano, non lo è stata nemmeno per i concorrenti. L’ingresso di Iper Tosano a Cesano Boscone rappresenta l’ultimo, e forse più significativo, capitolo della lunga riconversione di una grande superficie che nel tempo aveva ospitato prima Auchan e poi Bennet, due insegne che hanno segnato la storia della spesa nell’area sud-ovest del capoluogo lombardo. Oggi, quello spazio di 7.
500 metri quadrati – che espone 45 mila referenze tra food, igiene e prodotti per professionisti – è diventato un campo di prova per un modello di business che rischia di ridisegnare le gerarchie del settore.
Un nuovo paradigma per attirare 90 milioni di potenziali consumatori
L’operazione, che ha portato alla creazione del settimo punto vendita lombardo su un totale di 22 distribuiti nel Centro-Nord Italia, non si limita a riempire un vuoto lasciato dai precedenti gestori. Il gruppo con sede a Cerea, nel veronese, ha infatti introdotto un approccio che molti addetti ai lavori definiscono “da mercante” più che da semplice distributore: invece di attendere le proposte dell’industria di marca, l’azienda va a cercarsi fornitori piccoli e medi, costruendo assortimenti paralleli che non trovano riscontro nei competitor diretti.
Basti pensare che nel reparto dedicato ai superalcolici si contano 121 brand di gin, molti dei quali assenti sugli scaffali di Esselunga, Ipercoop o Lidl, catene che pure presidiano lo stesso bacino d’utenza.
Numeri da record e sconti che fanno discutere
La strategia sembra pagare, e in fretta. L’apertura è stata accompagnata da uno sconto del 10% su tutta la spesa, attivo fino al 21 giugno, ma il fenomeno registrato nei primi giorni – code ai parcheggi (1.500 posti, di cui mille coperti) e colli di bottiglia sulla statale 494 Vigevanese – lascia intendere che non si tratti solo di un effetto promozionale.
Il punto vendita, che ha già assorbito circa 200 nuovi addetti, punta a intercettare tre target distinti: le famiglie (italiane e straniere), i professionisti della ristorazione e le cosiddette “comunità” (termine che preferiamo non usare, ndr), forte di una redditività al metro quadro che, secondo stime di settore, supera i 14 mila euro nei nuovi store.
I dati CX Store Award collocano l’insegna al primo posto in Italia per rapporto qualità-prezzo e soddisfazione della clientela, un primato che a Cesano Boscone si traduce in un afflusso costante, capace di rivitalizzare l’intera galleria commerciale adiacente.
Concorrenza accerchiata e reazioni a caldo
L’area di influenza del nuovo ipermercato, raggiungibile in dieci minuti d’auto da diverse zone della periferia ovest, è un vero e proprio campo minato per la distribuzione. Nell’isocrona si trovano tre punti vendita Esselunga (Corsico, Buccinasco e Lorenteggio), quattro Lidl, tre Eurospin, due Tigros, un Ipercoop e un Metro che da solo occupa 10 mila metri quadrati.
Proprio quest’ultimo – storico punto di riferimento per il fuori casa – rischia di subire il contraccolpo maggiore, visto che Tosano ha deciso di dedicare porzioni significative del suo assortimento proprio al canale Horeca, con formati adatti sia ai ristoratori sia alle famiglie.
I gestori delle attività più piccole all’interno della galleria, abituati a un traffico ben più scarso prima della riapertura, non avevano mai assistito a scene simili: “Inscì aveghen” (non ce n’erano così tanti), avranno pensato in dialetto milanese, mentre la folla si riversava nei negozi nonostante la viabilità esterna fosse stata messa a dura prova.




