Draghi scuote l’Europa: “Agire come unico Stato o rischiamo di restare indietro”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
BRUXELLES – Cinque mesi dopo la presentazione del suo rapporto sulla competitività europea, Mario Draghi torna a far sentire la sua voce, questa volta con un tono ancora più urgente. L’ex presidente della Bce ed ex premier italiano, durante la settimana parlamentare 2025, ha lanciato un monito chiaro e diretto: l’Europa deve agire come un unico Stato, altrimenti rischia di essere travolta da un mondo sempre più competitivo e instabile. “Se uniti, saremo all’altezza della sfida e avremo successo”, ha dichiarato Draghi, sottolineando come la frammentazione tra Stati membri e istituzioni europee rappresenti un ostacolo insormontabile di fronte alle crisi attuali.
Le sfide, del resto, sono molteplici e interconnesse. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, l’andamento dei prezzi del gas, i dazi commerciali e la necessità di rafforzare la difesa comune sono solo alcuni dei fronti su cui l’Unione europea è chiamata a intervenire con rapidità e su vasta scala. Draghi, nel suo intervento al Parlamento europeo, ha ribadito che l’Europa ha le risorse e le capacità per rispondere a queste crisi, ma solo se Stati membri e Commissione europea agiranno in modo coordinato e unitario. “Non si può dire no a tutto”, ha aggiunto, quasi a scuotere le coscienze di chi, tra i rappresentanti dei Ventisette, sembra ancora preferire la strada delle esitazioni e dei veti incrociati.
Il riferimento alla sicurezza, in particolare, è apparso come uno dei punti chiave del suo discorso. “Saremo lasciati soli a garantire la nostra sicurezza”, ha avvertito Draghi, evidenziando come l’instabilità globale, dalla guerra in Ucraina alle tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti, richieda una risposta europea più coesa e determinata. Senza un’azione congiunta, ha sottolineato, l’Europa rischia di perdere non solo la sua rilevanza economica, ma anche i valori fondamentali su cui è stata costruita: pace, indipendenza, democrazia e prosperità.
Draghi ha poi toccato il tema della ripresa economica, ricordando come lo spirito innovativo del continente possa essere rivitalizzato solo attraverso una visione comune e una maggiore integrazione. “Possiamo far rivivere lo spirito innovativo dell’Europa”, ha affermato, “ma serve una risposta rapida e su vasta scala”. Un appello che, sebbene non sia nuovo, arriva in un momento in cui le divisioni interne all’Ue sembrano acuirsi anziché attenuarsi.




