Draghi rilancia l’idea di un’Europa unita: "Agire come un unico Stato"
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Redazione Economia
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Mario Draghi, ex presidente della Banca Centrale Europea e già primo ministro italiano, è tornato a far parlare di sé durante una seduta del Parlamento europeo a Bruxelles, riproponendo con forza un tema che aveva già affrontato nel suo rapporto sulla competitività dell’Ue, pubblicato a settembre. Secondo Draghi, l’Unione Europea deve superare le logiche dell’unanimità e agire con una coesione paragonabile a quella di un singolo Stato, se vuole affrontare efficacemente le sfide globali.
Durante il dibattito, diversi deputati hanno riconosciuto la validità delle analisi e delle raccomandazioni contenute nel rapporto, ma non hanno mancato di esprimere scetticismo. Draghi stesso ha riassunto le loro perplessità: “Veniamo da un passato così lungo di inconcludenza ed esitazione, da trovare difficile avere fiducia che le cose possano cambiare in futuro, e che impariamo effettivamente a essere diversi, a prendere decisioni rapidamente in modo efficace”. Un’osservazione che riflette il clima di incertezza e diffidenza che ancora caratterizza parte del dibattito politico europeo.
L’ex presidente della Bce ha sottolineato come la complessità delle sfide attuali – dalla ricerca all’industria, dal commercio alla finanza – richieda un livello di coordinamento senza precedenti tra governi nazionali, parlamenti, Commissione e Parlamento europeo. “Per far fronte alle sfide”, ha dichiarato Draghi, “è sempre più chiaro che dobbiamo agire come se fossimo un unico Stato”. Una visione ambiziosa, che però si scontra con la realtà di un’Europa spesso divisa su questioni cruciali, come dimostrano le recenti tensioni sui dazi minacciati dall’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump.
Draghi ha anche rilanciato l’idea di un maxi piano economico da 800 miliardi di euro l’anno, necessario per rilanciare la competitività dell’Ue e garantire una risposta adeguata alle pressioni globali. Un progetto che, se realizzato, potrebbe segnare una svolta nella politica economica europea, ma che richiederebbe un’unità di intenti finora difficile da raggiungere.
Il dibattito si è poi allargato ad altri temi, tra cui il ruolo dei cattolici in politica e il progetto “Energie per la Casa Comune”, evidenziando come la risposta alle sfide future richieda non solo risorse economiche, ma anche una visione condivisa e una capacità di azione rapida ed efficace.




