Il Salone del Risparmio chiude i battenti: oltre ventimila presenze per un’edizione dedicata a un’Europa più unita

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Milano, ancora una volta, si è confermata epicentro di un dibattito, quello sul futuro del denaro gestito, che non può più prescindere dalle coordinate della geopolitica. Si è conclusa in questi minuti la sedicesima edizione del Salone del Risparmio, kermesse organizzata da Assogestioni che per tre giorni ha trasformato l’Allianz MiCo in una sorta di agorà finanziaria. I numeri, del resto, parlano chiaro: oltre quindicimila e seicento presenze fisiche si sono sommate a quattromilaseicento collegamenti digitali, sostanzialmente attraverso la piattaforma FR|Vision, totalizzando un'affluenza complessiva superiore alle ventimila unità. Un risultato, quest’ultimo, che certifica la resilienza di un evento capace di mantenere la propria centralità nonostante le turbolenze dei mercati, offrendo uno spaccato fedele di un'industria, quella del risparmio gestito, alle prese con trasformazioni epocali nei modelli economici e nelle tecnologie a disposizione.

Appello all’unità, tra regole condivise e nuove sfide per la liquidità

A imprimere la direzione di marcia è stato il messaggio lanciato durante la conferenza inaugurale, un vero e proprio j’accuse nei confronti della frammentazione europea. “Più Europa” è stato l’imperativo categorico risuonato tra i padiglioni milanesi, auspicando il superamento di un’architettura comunitaria ancora troppo spesso percepita come un mosaico di ventisette tessere separate. Non si è trattato di un semplice esercizio di stile, ma di una richiesta pragmatica: regole comuni nel mercato dei capitali, nell’energia, persino nella difesa, per sbloccare quella che è stata definita la “leva del risparmio”. Si è discusso molto, in proposito, della necessità di attivare la liquidità per accelerare la crescita – tema portante dell’edizione – cercando di convincere i risparmiatori a reincanalare quei capitali inerti, tenuti fino a ieri in attesa di tempi migliori, verso l’economia reale.

Geopolitica e intelligenza artificiale, il binomio che ridisegna le strategie

Analisti e addetti ai lavori si sono alternati sui palchi per analizzare uno scenario dominato da tensioni internazionali e nuove “geometrie del potere” globale. È emersa con chiarezza la percezione che l’autonomia strategica del Continente non possa più essere procrastinata, specialmente alla luce del nuovo quadriennio presidenziale americano che vede Donald Trump stabilmente alla Casa Bianca ormai da oltre un anno – un elemento ormai strutturale e non più contingente nelle analisi di rischio. Parallelamente ai tavoli sulla difesa e sull’energia, la seconda giornata ha registrato un’attenzione crescente verso l’impatto dell’intelligenza artificiale e della blockchain, con panel dedicati alla tokenizzazione e alla trasformazione tecnologica dei modelli di investimento. Una trasformazione, quella tecnologica, che impone nuove capacità di discernimento, sia ai gestori sia ai consulenti, i quali – come emerso in alcuni incontri – devono oggi fare i conti con la velocità di circolazione delle informazioni e con i bias cognitivi della propria clientela.

Rete fisica e digitale, oltre il cantiere della consulenza finanziaria

Il format ibrido del Salone, d’altronde, sembra aver trovato una sua definitiva maturità: la compresenza del pubblico in carne e ossa e degli utenti connessi ha amplificato la portata dei contenuti, trasformando l’evento in una piattaforma che vive ben oltre le giornate calendario. L’ultimo atto della manifestazione ha visto protagoniste le reti di consulenza, con associazioni come Anasf e Assoreti che hanno acceso i riflettori sul futuro della professione. Non sono mancati gli approfondimenti sull’evoluzione normativa, come quelli relativi ai mercati privati e agli ELTIF 2.0, nuovi strumenti che puntano a democratizzare l’accesso a investimenti tradizionalmente riservati a una clientela istituzionale. Nel mirino degli esperti, in particolare, finisce il delicato passaggio culturale necessario per raccontare questi prodotti a un pubblico più ampio, senza banalizzarne i rischi.

Tutti i numeri di un settore in movimento, tra partecipanti e occasioni di confronto

Chi ha varcato i cancelli del MiCo ha potuto scegliere tra oltre cento conferenze distribuite in quattordici sale, segno evidente della capacità di fare sintesi (seppur tra mille voci diverse) di una galassia in fermento. Si è parlato di sostenibilità e di previdenza complementare, ma anche di capitale umano e di educazione finanziaria, quest’ultima considerata la leva fondamentale per colmare quel divario di competenze che ancora frena l’autonomia degli investitori retail. Da segnalare, in chiusura, la presenza di istituzioni e accademici nel dibattito sulla competitività, con uno sguardo rivolto al ruolo dell’industria nel sostenere la crescita del Paese. La diciassettesima edizione è già nel mirino degli organizzatori: l’appuntamento è fissato, ancora una volta negli spazi dell’Allianz MiCo, dal sei all’otto aprile del duemilaventisette.

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