Etna, Calenda bloccato tre giorni in Sicilia: critiche a voli, strade e servizi

Etna, Calenda bloccato tre giorni in Sicilia: critiche a voli, strade e servizi
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Carlo Calenda, segretario di Azione, è rimasto bloccato per tre giorni in Sicilia dopo la sospensione dei voli all'aeroporto di Catania causata dall'eruzione dell'Etna. Il leader politico doveva raggiungere Torino, ma non ha trovato collegamenti aerei disponibili: un volo da Palermo è partito con sette ore di ritardo, e alla fine non è stato possibile reperire alcun aereo. «Di fatto sono rimasto bloccato per tre giorni perché non si trovano gli aerei», ha raccontato Calenda, interpellato dall'Adnkronos.

La chiusura dello scalo di Fontanarossa

La Sac, società che gestisce l'aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania, ha comunicato che «a causa dell'emissione di cenere vulcanica in atmosfera» dall'Etna e «l'attuale direzione dei venti prevalenti, è stato disposto il prolungamento della chiusura degli spazi corrispondenti al settore C1» dello scalo. «Sono sospese tutte le attività di volo in arrivo e partenza fino alle 23.59 ore locali di oggi domenica 27 settembre», ha informato la società, invitando i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.

I disagi per i passeggeri e i dirottamenti

La situazione di emergenza a Catania va avanti ormai da ore e incide sugli altri scali dell'isola, in particolare su Palermo e sul suo aeroporto Falcone-Borsellino, dove sono atterrati più di 270 voli. Diversi collegamenti erano stati trasferiti proprio da e per Catania, con una flotta di autobus pronta ad accompagnare i passeggeri dirottati. Oltre dieci voli questa mattina sono stati dirottati su Palermo da Catania.

La prolungata impossibilità di far arrivare e partire gli aeromobili comporta riprogrammazioni che possono continuare a incidere sui collegamenti anche dopo la riapertura dello spazio aereo.

Le critiche del leader di Azione

Il segretario di Azione non si è limitato a denunciare i disagi aeroportuali. «Non è possibile che se c'è un'eruzione a Catania, di fatto si fermano tutti gli aeroporti», ha affermato, aggiungendo che «le strade per trasferirsi alla ricerca di un aeroporto, di un aereo sono ridotte in condizioni pietose, con i lavori in corso, senza autogrill». La sua analisi si è poi allargata ai servizi: «Ha 50 società comunali che si occupano di acqua, ma non ha l'acqua; ha le peggiori reti idriche di Palermo e di Catania».

«La Sicilia è uno dei posti che amo di più al mondo», ha precisato, «c'è da dire però che è trascurata come neanche un Paese del terzo mondo». Secondo il leader di Azione, «una delle terre più belle del mondo meriterebbe che dopo tanti anni di trascuratezza lo Stato intervenisse direttamente e la gestisse per i prossimi trent'anni».

L'attività dell'Etna e le misure per l'aviazione

L'eruzione dell'Etna, il vulcano attivo più alto d'Europa con i suoi oltre 3.300 metri, ha prodotto una colonna di cenere che si è spinta fino a circa quattro chilometri di altezza, spostandosi verso sud. Il centro di osservazione per l'aviazione ha emesso un avviso di colore rosso, il livello più alto su una scala di quattro.

L'episodio si inserisce in una serie di eventi che hanno interessato lo scalo catanese anche nelle settimane precedenti: il vulcano era già entrato in attività a metà settembre e, ancora prima, in agosto, quando l'aeroporto aveva subito restrizioni operative per quasi due settimane.

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