La Lega punta sulla rateizzazione lunga per i debiti con il fisco

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre l'esecutivo affronta il complesso negoziato con gli istituti di credito, uno dei tasselli più attesi della prossura manovra finanziaria comincia a delineare i propri contorni operativi, che si discostano in maniera significativa dalle soluzioni adottate in passato. Il parlamentare Gusmeroli, intervenuto a un convegno, ha annunciato che la Lega presenterà in sede di legge di Bilancio una proposta per una "rateizzazione lunga", concepita specificamente per agevolare i contribuenti in difficoltà con gli arretrati di imposte, tasse e contributi previdenziali. Questo strumento, come è stato spiegato, non intende replicare i modelli delle rottamazioni che si sono succedute negli anni, bensì proporsi come un'alternativa strutturale, mirando a correggerne quelle che sono state percepite come le maggiori criticità: la durata troppo breve dei piani di rientro e l'onerosità degli anticipi richiesti, spesso proibitivi per chi si trova già in una condizione di fragilità economica.

Una nuova pace fiscale più selettiva

Parallelamente, prende forma la cosiddetta rottamazione cartelle Quinquies, il cui avvio è previsto per il 2026, la quale si configura non come una semplice proroga dei condoni del passato bensì come un intervento più mirato e rigoroso. L'obiettivo dichiarato è quello di chiudere le posizioni debitorie ancora aperte, offrendo sconti sostanziali sulle sanzioni e sugli interessi di mora, ai quali si affiancherebbe un piano di rientro dalle caratteristiche più flessibili. Questa nuova "pace fiscale", tuttavia, sarà caratterizzata da un approccio più selettivo, come lasciavano intendere le anticipazioni; si parla, infatti, di una durata complessivamente ridotta, di un'intensificazione dei controlli incrociati e di criteri di accesso ai benefici che saranno resi più stringenti, per evitare che ne approfittino soggetti che non versano in reale stato di bisogno.

Esclusi gli "infedeli" e soglie minime per la rata

Proprio il profilo dell'accessibilità rappresenta un elemento di rottura con alcune esperienze precedenti. La misura, stando a quanto trapela, non sarà aperta a tutti indistintamente, ma escluderà espressamente coloro che sono stati classificati come "infedeli" al fisco, una definizione che racchiude quei contribuenti i quali, in passato, hanno dimostrato una condotta elusiva persistente o non hanno ottemperato agli accordi già stipulati. D'altro canto, per coloro che invece rientreranno nei parametri, si sta lavorando per garantire una certa praticità nei pagamenti; si prevedono, infatti, piani di rateizzazione flessibili, con una soglia minima della rata mensile che potrebbe essere fissata a soli cento euro, una cifra simbolica pensata per non aggravare ulteriormente le situazioni di difficoltà e per incoraggiare l'adesione spontanea.

Il contesto della manovra e i nodi da sciogliere

L'effettiva concretizzazione di questi strumenti, però, rimane subordinata all'esito del delicato confronto in corso tra il governo e il sistema bancario, un braccio di ferro i cui sviluppi sono cruciali per definire l'impianto complessivo delle coperture finanziarie della manovra. L'attesa, come riferito, è destinata a concludersi nell'arco di poche ore, con l'obiettivo di portare il disegno di legge in consiglio dei ministri venerdì, salvo imprevisti che potrebbero determinarne uno slittamento. In questo complicato puzzle, le misure sulla rateizzazione e sulla rottamazione rappresentano tasselli importanti, il cui disegno finale si sta precisando in questi ultimi giorni, in attesa della stesura definitiva del testo.

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