Auto finisce nel Sile, il cuoco che ha salvato il bimbo: "C’era chi filmava, io ho provato a fare qualcosa"
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Redazione Interno
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"Povero angelo. Spero che ce la possa fare. So che il suo cuore batte ancora". Lotfi Kachroud, cuoco 47enne di origini tunisine, racconta con voce spezzata i drammatici attimi in cui ha cercato di salvare il bambino di cinque anni intrappolato nell’auto finita nel fiume Sile, domenica pomeriggio, lungo via Piave Vecchio a Jesolo. Mentre viaggiava in autobus con la famiglia diretta alla spiaggia, ha visto il veicolo – guidato dalla madre del piccolo – fare marcia indietro e precipitare nell’acqua. "Ho sentito le urla, ho visto l’auto sparire. C’era gente che filmava, invece di aiutare", dice Kachroud, che senza esitazione si è tuffato. "Un turista tedesco mi ha lanciato una maschera da sub, ma sott’acqua non vedevo nulla".
Le condizioni del bambino, estratto dai vigili del fuoco dopo venti minuti di apnea a sette metri di profondità, restano gravissime. Ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Padova, il piccolo – incastrato nel seggiolino dalle cinture di sicurezza – rischia danni neurologici irreversibili. La famiglia ha chiesto riservatezza, e dalla struttura medica non filtrano aggiornamenti, se non la conferma di un quadro clinico ancora critico.




