Benedetta Marino, la 23enne trovata morta a Viterbo: la procura apre un fascicolo per droga e morte come conseguenza di altro reato

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Aveva appena spento 23 candeline, Benedetta Marino, quando il suo corpo è stato ritrovato senza vita all'interno dell'ex consorzio agrario di Viterbo, in via Francesco Baracca. Era la mattina di sabato 8 agosto quando un amico, non vedendola più tra i presenti, ha lanciato l'allarme, ma per la giovane madre di un bambino di quattro anni non c'era più nulla da fare.

La procura della città, coordinata dal pm Paola Conti, ha aperto un fascicolo contro ignoti per le ipotesi di reato di cessione di sostanze stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato, mentre gli investigatori della polizia cercano di ricostruire le ultime ore della serata trascorsa in quello stabile abbandonato, da tempo meta di feste abusive lontano da occhi indiscreti.

La serata di compleanno e il ritrovamento nel casolare abbandonato

Secondo quanto emerso finora, Benedetta aveva festeggiato il suo ventitreesimo compleanno – era nata il 7 agosto 2003 – proprio all'interno del complesso dismesso che sorge nella zona della Teverina, un edificio di due piani con locali accessibili e finestre rotte che si presta a raduni fuori controllo. La festa, alla quale avrebbero partecipato diversi amici, si sarebbe protratta tra la notte di venerdì e la mattina seguente, quando il corpo della ragazza è stato rinvenuto in una stanza al piano superiore della struttura.

I sanitari del 118, intervenuti sul posto dopo la telefonata di un amico che si era accorto della sua scomparsa tra i locali dell'ex consorzio, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, risalente con ogni probabilità a diverse ore prima del ritrovamento. La scientifica ha effettuato un lungo sopralluogo, repertando bottiglie e oggetti abbandonati tra le stanze dello stabile, mentre alcuni dei partecipanti alla serata sono già stati ascoltati in questura per fornire il loro racconto di quella notte.

Le ipotesi investigative e la posizione della procura

La procura di Viterbo ha aperto un fascicolo contro ignoti e al momento non risulterebbero persone iscritte nel registro degli indagati. Le ipotesi di reato contestate sono quelle di morte come conseguenza di altro reato e cessione di sostanze stupefacenti, piste che orientano le indagini verso le dinamiche della serata e l'eventuale assunzione di alcol o droga da parte della giovane.

I primi rilievi della polizia scientifica non avrebbero evidenziato segni di violenza sul corpo, il che ha spostato l'attenzione degli inquirenti sulla possibilità di un malore improvviso o di un'intossicazione legata a un mix di sostanze.

Negli ambienti investigativi si valuta con attenzione l'ipotesi che una o più persone possano aver fornito a Benedetta una sostanza non identificata che, combinata con l'alcol, potrebbe averne provocato la morte, sebbene si tratti al momento di una pista tra le tante al vaglio.

La procura sta cercando di ricostruire l'esatta sequenza degli eventi, chi fosse presente al party, quando gli invitati siano arrivati e quando abbiano lasciato lo stabile, elementi che potrebbero rivelarsi decisivi per capire cosa sia realmente accaduto nelle ultime ore di vita della 23enne.

L'autopsia e gli esami tossicologici per fare luce sulla morte

L'atto che potrebbe sciogliere i dubbi sulla morte di Benedetta Marino è l'autopsia, disposta dal pm e in programma lunedì mattina alle 9.30 presso l'Istituto di medicina legale del Verano a Roma. L'esame medico-legale, condotto dai consulenti della procura, dovrà stabilire con precisione l'orario del decesso e, soprattutto, la causa scatenante, mentre gli esami tossicologici permetteranno di accertare l'eventuale presenza di alcol, farmaci o sostanze stupefacenti nell'organismo della ragazza.

Questi accertamenti di laboratorio, i cui risultati non arriveranno prima di qualche mese, saranno fondamentali per determinare se la morte sia stata conseguenza di un abuso di sostanze o se ci siano altre concause da esplorare.

La salma della giovane, nel frattempo, è stata posta sotto sequestro giudiziario, mentre la procura e la polizia continuano a raccogliere elementi per delineare un quadro più completo di una vicenda che ha sconvolto la città di Viterbo, dove Benedetta era conosciuta per la sua passione per la pallavolo, giocata in una squadra locale.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.