Benedetta Rossi bloccata in Messico tra gli scontri dopo la morte di El Mencho

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La vacanza in Messico della food blogger Benedetta Rossi, volto noto delle trasmissioni culinarie e seguitissima sui social, e di suo marito Marco Gentili si è trasformata in un'esperienza di paura e di isolamento forzato, a causa della violenta ondata di scontri che ha travolto alcune regioni del paese. La ragione di questo improvviso precipitare della situazione è da ricondursi alla morte violenta di Nemesio Oseguera Cervantes, meglio conosciuto come El Mencho, lo storico e spietato leader del Cartello di Jalisco Nuova Generazione (CJNG) -2-4. La sua eliminazione, avvenuta nel corso di un blitz delle forze speciali messicane nello stato di Jalisco, non ha rappresentato solo un colpo durissimo per l'organizzazione criminale, ma ha anche innescato una reazione immediata e proporzionalmente violenta da parte dei suoi uomini, i quali, per rappresaglia, hanno trasformato intere aree del paese in teatri di guerriglia urbana. È in questo contesto di estrema tensione che la coppia italiana, lontana fisicamente dai luoghi degli scontri più accesi, ha dovuto fare i conti con l'insicurezza generale, rimanendo di fatto bloccata nella propria camera d'albergo e seguendo con apprensione gli sviluppi di una situazione in rapido e preoccupante divenire -1-5.

La logistica di un’operazione transnazionale

Il blitz che ha portato alla morte di El Mencho, avvenuto in una zona rurale nei pressi di Tapalpa, non è stato soltanto il frutto di un’azione autonoma delle forze di sicurezza messicane, ma il risultato di una complessa e sinergica operazione di intelligence che ha visto una significativa partecipazione statunitense -2-10. Fonti del Dipartimento della Difesa americano, citate da alcune agenzie, hanno confermato che un'apposita unità operativa statunitense, il gruppo congiunto anti-cartelli recentemente istituito, ha fornito ai messicani informazioni cruciali per mappare e analizzare le reti del CJNG, inclusi dati sensibili sugli spostamenti del boss -2-10. Sebbene non vi sia stata una presenza fisica di militari statunitensi sul campo durante l'assalto, il supporto informativo, definito come "informazione complementare" dalle stesse autorità messicane, si è rivelato determinante per localizzare l'obiettivo. Questa collaborazione, caldeggiata e intensificata con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, ha permesso di confezionare un dossier dettagliato su Oseguera Cervantes, un uomo sul cui capo pendeva una taglia di quindici milioni di dollari da parte degli Stati Uniti, che lo considerano uno dei principali narcotrafficanti e responsabili del traffico di fentanyl verso il proprio territorio -2-6-8.

La reazione del cartello e il caos nelle strade

La conferma della morte del loro leader ha scatenato una risposta fulminea e coreografata da parte dei miliziani del CJNG, i quali hanno messo in atto quella che viene definita una tattica di narcoblocos, ossia blocchi stradali realizzati con veicoli incendiati e mezzi pesanti dati alle fiamme, al fine di ostacolare i movimenti dell'esercito e diffondere il terrore tra la popolazione -4-10. Non si è trattato di episodi isolati, ma di una strategia coordinata che ha interessato una quindicina di stati messicani, tra cui gli stessi Jalisco, Michoacán, Guanajuato e Quintana Roo, quest'ultimo proprio una delle mete turistiche più ambite e che faceva parte dell'itinerario di Benedetta Rossi e Marco Gentili -1-10. Le autorità locali, per fronteggiare l'emergenza, sono state costrette a sospendere le lezioni scolastiche in interi stati e a diramare allerte di sicurezza, mentre le ambasciate di Stati Uniti e Canada invitavano i propri cittadini a non uscire di casa, segno tangibile di come la situazione fosse sfuggita a un controllo ordinario -4. È in questo clima di guerriglia, con incendi di auto e camion segnalati un po' ovunque, che la coppia italiana ha cercato di orientarsi, affidandosi alle informazioni fornite dal personale dell'hotel e ai canali di emergenza, pur ribadendo ai propri follower che la zona in cui si trovavano non era stata direttamente teatro degli scontri a fuoco -1-5.

La priorità della sicurezza per i viaggiatori italiani

Attraverso i canali social, sono state proprio le parole di Marco Gentili a fornire il racconto più diretto di quelle ore di incertezza, spiegando come loro e la moglie stessero monitorando costantemente la situazione, consapevoli che il prosieguo del viaggio verso le zone più colpite, come lo stato di Quintana Roo, sarebbe stato subordinato esclusivamente a un miglioramento delle condizioni di sicurezza -1-5. La loro comunicazione, improntata alla massima prudenza e al rispetto delle direttive delle autorità locali, ha voluto principalmente rassicurare i milioni di follower che, vedendo le immagini di violenza in televisione, si erano preoccupati per la loro incolumità. L'uomo ha tenuto a precisare che la distanza tra la loro location e i luoghi degli scontri più violenti era considerevole, nell'ordine di circa duemila chilometri, e che, sebbene la vacanza fosse ormai compromessa, la priorità assoluta restava la sicurezza personale, anteponendola a qualsiasi altra considerazione di tipo turistico -5-9. Il loro status di turisti in una nazione improvvisamente piombata nel caos post-operatorio li rende osservatori involontari di una guerra che non li riguarda, ma che li ha costretti a modificare radicalmente i propri piani.

I retroscena dell’operazione e la fine di un boss

L'operazione che ha portato alla morte di El Mencho è stata il risultato di un'intensa attività di intelligence durata mesi, durante la quale le forze speciali messicane, supportate a distanza da quelle statunitensi, hanno seguito le tracce del boss fino a un casolare isolato a Tapalpa -4. Secondo le prime ricostruzioni, un ruolo fondamentale nella localizzazione del narcotrafficante sarebbe stato giocato dai movimenti di una donna, una figura legata al boss che da tempo era tenuta sotto osservazione, e che si era recata in quel luogo per incontrarlo, tradendo di fatto la sua posizione -4. Lo scontro a fuoco che ne è derivato è stato violento: quattro uomini del cartello sono morti sul colpo, mentre Oseguera Cervantes e altri due sono rimasti gravemente feriti. Trasportato d'urgenza verso Città del Messico con un elicottero militare, El Mencho è deceduto a bordo a causa delle ferite riportate, trasformando un'operazione nata per catturarlo in un'uccisione che ha comunque raggiunto l'obiettivo di eliminare il vertice del cartello -4-10.

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