Benedetta Rossi e il marito bloccati in Messico, la food blogger rassicura i fan: “Siamo al sicuro”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La vacanza messicana di Benedetta Rossi e di suo marito Marco Gentili, iniziata all'insegna del relax e della scoperta di nuovi paesaggi, si è trasformata in un'esperienza tutt'altro che tranquilla a causa degli eventi di cronaca che stanno sconvolgendo il Paese. L'uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, il noto boss del cartello Jalisco Nueva Generación noto come “El Mencho”, avvenuta domenica nel corso di un'operazione condotta dall'esercito messicano con il supporto dell'intelligence statunitense, ha innescato una spirale di violenza che ha paralizzato intere regioni -3-10. La reazione dei narcos, che hanno dato vita a una guerriglia urbana fatta di blocchi stradali con veicoli incendiati e scontri a fuoco con le forze dell'ordine, ha inevitabilmente allarmato i fan della food blogger marchigiana, i quali, vedendo le immagini del caos, hanno tempestato i suoi profili social di messaggi preoccupati -1-2.

Proprio per fugare ogni timore e fare chiarezza sulla loro situazione, la coppia ha inizialmente pubblicato alcuni video dai propri canali social, spiegando di trovarsi lontano dai principali focolai degli scontri. Marco Gentili, in particolare, aveva raccontato di come la mattina stessa ci fosse stato “l’arresto e l’uccisione di un capo di un cartello”, descrivendo quanto stava accadendo come “una sorta di guerra tra narcotrafficanti ed esercito” e menzionando gli incendi di auto e camion che stavano interessando alcune zone. Avevano comunque assicurato che la loro priorità assoluta sarebbe stata la sicurezza, pronti a modificare o cancellare le tappe del loro viaggio, inizialmente diretto verso lo stato di Quintana Roo, dove erano stati segnalati episodi di violenza, pur ribadendo che il luogo in cui alloggiavano in quel momento era tranquillo.

L’allarme dei familiari e un nuovo messaggio per ristabilire la verità

Nonostante i primi tentativi di tranquillizzare i follower, l'eco mediatica della situazione, amplificata da alcuni titoli che parlavano di loro come “bloccati in Messico tra i narcos”, ha finito per generare un effetto boomerang, seminando il panico soprattutto tra i loro cari. Benedetta Rossi e Marco Gentili si sono così trovati nella condizione di dover gestire le chiamate preoccupate dei parenti, allarmati da una narrazione che, a loro dire, non corrispondeva alla realtà dei fatti. È stato a quel punto che la coppia ha deciso di diffondere un nuovo video, ancor più rassicurante e dettagliato, per chiarire definitivamente la loro posizione -1.

“Stiamo bene, lo ribadiamo, non abbiamo problemi”, ha tenuto a sottolineare Benedetta Rossi con tono pacato, cercando di arginare il clamore generato da quelle che ha definito “acchiappa-click”. Nel video, girato nella suggestiva cornice della laguna di Bacalar, conosciuta come la laguna dei sette colori, la food blogger ha voluto rimarcare con forza che non sono per nulla bloccati, ma anzi, si stanno muovendo con la massima prudenza, dopo aver consultato le autorità locali per verificare la percorribilità delle strade in sicurezza. “Hanno messo in allarme intere famiglie”, ha aggiunto, riferendosi alle ricostruzioni distorte della vicenda, “non siamo bloccati, stiamo bene” -1.

La distanza dalla guerriglia e la scelta di rimanere a Bacalar

La situazione che stanno vivendo Benedetta Rossi e suo marito, seppur incerta, sembra quindi essere sotto controllo. Hanno specificato che i problemi maggiori legati alla rappresaglia del cartello, che ha visto schierati uomini armati con fucili d'assalto e tenute mimetiche per rivendicare la lealtà al boss ucciso, si trovano a circa duemila chilometri di distanza dalla località in cui soggiornano attualmente -3-5. Una distanza considerevole che li mette al riparo dalla guerriglia vera e propria, anche se l'ondata di violenza, che ha portato alla chiusura di scuole, uffici pubblici e alla sospensione di voli in vari stati messicani, impone a chiunque si trovi nel Paese la massima allerta -7-9.

La decisione presa dalla coppia, come hanno spiegato loro stessi, è quindi quella di non allontanarsi più di tanto da Bacalar, una zona che percepiscono come relativamente tranquilla, rinunciando di fatto agli spostamenti precedentemente programmati. La priorità, in queste ore in cui il governo messicano guidato da Claudia Sheinbaum cerca di ripristinare l'ordine e invitare la popolazione alla calma, rimane quella di monitorare costantemente gli aggiornamenti delle autorità, seguire le indicazioni fornite e, soprattutto, mettere la propria incolumità davanti a qualsiasi progetto di viaggio -5-10.

La caccia a El Mencho e il contesto di insicurezza

La morte di “El Mencho”, considerato l'uomo più ricercato del mondo e uno dei principali responsabili del traffico di fentanyl verso gli Stati Uniti, rappresenta senza dubbio un duro colpo per il cartello Jalisco Nueva Generación, designato come organizzazione terroristica dall'amministrazione del presidente Donald Trump -3-10. Tuttavia, come spesso accade in questi contesti, l'eliminazione di un leader crea un pericoloso vuoto di potere che potrebbe innescare una sanguinosa guerra per la successione tra le varie fazioni o scatenare ulteriori offensive da parte dei cartelli rivali, come quello di Sinaloa -3-7. Un'eventualità che mantiene alta la tensione e che giustifica la prudenza dei viaggiatori, compresa la nota coppia italiana, che si trovano loro malgrado a fare i conti con una delle pagine più violente della recente storia messicana. Il bilancio provvisorio delle violenze parla di decine di morti, tra cui molti agenti delle forze dell'ordine e alcuni civili, a testimonianza della ferocia con cui i sicari del cartello hanno risposto all'offensiva dello Stato -6-10.

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