Tutto Food, a Milano la fiera del made in Italy agroalimentare tra numeri record e la spinta del food service

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Milano. Sono cifre da capogiro, quelle che caratterizzano la seconda edizione di Tutto Food, manifestazione fieristica leader per il settore agroalimentare, che ha aperto i battenti nei padiglioni di Fiera Milano Rho. L’area espositiva, che si sviluppa per 85mila metri quadrati suddivisi in 10 padiglioni, ospita circa 5mila marchi. A testimoniare la vocazione internazionale dell’evento, va segnalato che ben il 30% degli espositori, pari a circa 1.500 realtà, proviene da 80 Paesi diversi, un dato in crescita del 20% rispetto all’edizione precedente nonostante le tensioni geopolitiche che continuano a influenzare i mercati globali. Solo per la cronaca, il flusso di visitatori professionali pre-accreditati ha già superato quota 100mila, mentre i top buyer selezionati – in caccia di nuove forniture e tendenze – sono più di 4mila. Lo scenario di fondo, come è facile immaginare, è complesso: se da un lato il valore complessivo del comparto agroalimentare tricolore sfiora i 700 miliardi di euro, di cui 73 derivanti dall’export, dall’altro la “Dop economy” (che vanta quasi 900 prodotti certificati) deve fare i conti con l’incremento dei prezzi delle materie prime, effetto diretto delle crisi belliche in corso.

La Calabria fa squadra e punta sui giovani nel padiglione 10

Nel cuore pulsante della fiera, il Padiglione 10, la regione Calabria sta giocando un ruolo da protagonista, come confermato nel corso della seconda giornata di lavori. Non si tratta di una semplice presenza di rappresentanza: l’area calabrese si è trasformata in un polo dinamico capace di attrarre l’attenzione di buyer e addetti ai lavori. Il segretariato, attraverso la voce di Caligiuri (Arsac), sottolinea come il successo collettivo sia il risultato di un lavoro di squadra che vede imprese e giovani uniti sotto l’egida del brand regionale. Se il primo giorno è servito per scaldare i motori – come spesso accade in queste manifestazioni – la delegazione ha poi sprigionato una notevole forza commerciale e narrativa, presentando un’offerta che fonde radici profonde a una spinta decisa verso la modernizzazione della filiera.

Il Pecorino Romano dop attira i giovani tra degustazioni e dati export

Tra i prodotti simbolo, il Pecorino Romano Dop si conferma uno dei protagonisti assoluti dell’edizione 2026. Collocato al padiglione 1 (stand R01), il formaggio ha registrato un flusso continuo di visitatori, che spaziano dagli operatori internazionali al pubblico giovane e curioso, il quale sembra sempre più attratto dalla storia e dall’identità del prodotto. Lo stand, va detto, è un crogiolo di attività: degustazioni, incontri business e momenti di valorizzazione culturale scandiscono le giornate. Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di tutela, ha ribadito come l’autenticità rappresenti l’unica arma in un mercato globale destabilizzato dalle incertezze, mentre il direttore Riccardo Pastore ha evidenziato l’importanza della risposta positiva delle nuove generazioni, un segnale cruciale per il ricambio generazionale in una filiera che, numeri alla mano, trasforma oltre 230 milioni di litri di latte e produce più di 1,39 milioni di forme. Un dato, quest’ultimo, che conferma la solidità di una Dop economy da 20 miliardi di euro -1, sebbene l’export verso gli Stati Uniti (che assorbono il 61% delle quote esportate) resti vigile sugli sviluppi della politica daziaria.

Il Food Service come motore: l’Europa cresce del 6% secondo Deloitte

Sul fronte delle tendenze di mercato, i riflettori sono puntati sul ruolo del food service. Durante i forum collaterali è stato anticipato il contenuto del “Foodservice Market Monitor 2026” di Deloitte, uno studio che dipinge un quadro di crescita costante per la ristorazione globale. Il mercato mondiale, stando alle proiezioni condivise, si sta avvicinando a un valore di 2,98 trilioni di euro, registrando un +2,2% nel 2025. A guidare questa performance sono principalmente l’Europa (+6,0%) e l’area Asia-Pacifico (+3,2%), mentre l’Italia si conferma al settimo posto a livello globale per valore totale del settore ristorativo, che tocca quota 84 miliardi di euro. L’efficienza operativa, l’innovazione dei formati (dai fast food alle catene strutturate) e l’integrazione della supply chain vengono indicati come i nuovi fattori competitivi: insomma, un mercato in fermento che la fiera milanese intende cavalcare per trasformare intuizioni in concrete opportunità di business.

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