Pecorino Romano e specialità altoatesine al Summer Fancy Food Show di New York
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Redazione Interno
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Il Nord America continua a rappresentare un orizzonte strategicamente rilevante per le imprese italiane, e le specialità altoatesine lo confermano partecipando al Summer Fancy Food Show di New York, l'appuntamento commerciale più importante del continente per il settore agroalimentare, nonostante le incertezze che si riflettono sui dati delle esportazioni e su un clima economico globale in evoluzione.
L'Italian Pavilion e il ruolo del Pecorino Romano Dop
All'interno dell'Italian Pavilion, lo spazio tradizionalmente riservato alle eccellenze del Made in Italy, il Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop presenta una delle denominazioni più rappresentative della tradizione casearia nazionale, espressione di una filiera che trova in Sardegna il suo bacino produttivo principale: circa il 95% della produzione di questo formaggio, infatti, nasce nell'isola, e la sua vocazione internazionale lo rende un ambasciatore del gusto italiano sulle tavole americane.
La presenza del Pecorino Romano, insieme alle proposte provenienti dall'Alto Adige, sottolinea come il mercato statunitense resti un obiettivo primario per i produttori italiani, i quali scelgono di presidiare questa vetrina newyorkese nonostante le difficoltà legate ai dazi e alle fluttuazioni dei flussi commerciali, che negli ultimi mesi hanno inciso in modo significativo su alcuni comparti strategici del comparto agroalimentare tricolore.
L'impatto dei dazi sul Made in Tuscany e il fenomeno dell'Italian Sounding
Se il Summer Fancy Food Show rappresenta un'occasione per promuovere la qualità autentica, il contesto in cui si muovono le aziende italiane negli Stati Uniti è reso più complesso da due fattori: i dazi doganali e il cosiddetto Italian Sounding, ovvero l'utilizzo di nomi, immagini e suggestioni che richiamano l'Italia per prodotti che italiani non sono. Un fenomeno, quest'ultimo, che insieme al costo delle barriere tariffarie ha pesato per oltre due miliardi di euro sul Made in Tuscany a tavola nell'anno appena trascorso, colpendo in particolare due pilastri dell'export regionale.
Vino e olio d'oliva, che da soli costituiscono il 90% delle esportazioni agroalimentari toscane verso gli Stati Uniti, hanno subito gli effetti più pesanti di questa congiuntura sfavorevole: il dato del 2025 registra per la Toscana un calo del 25% delle vendite oltreoceano, nonostante il mercato americano resti il principale sbocco per il comparto, con un valore che si attesta intorno agli 860 milioni di euro di export complessivo. Un segnale che, pur nella contrazione, conferma l'importanza strategica di questa piazza commerciale.
L'attrattività del mercato nordamericano per le imprese altoatesine
Tornando alle specialità altoatesine, la loro partecipazione al Summer Fancy Food Show di New York testimonia come il tessuto imprenditoriale della provincia autonoma di Bolzano guardi con interesse al mercato nordamericano, valutandolo ancora come un'opportunità concreta per prodotti di nicchia e di alta qualità, che spesso trovano in questo contesto un consumatore attento e disposto a riconoscere il valore aggiunto della filiera corta e delle certificazioni di origine.
L'attrattività del mercato USA, insomma, resta invariata agli occhi degli operatori altoatesini, i quali scommettono su un posizionamento premium per differenziarsi dalla concorrenza e superare le barriere imposte dalle attuali politiche commerciali, consapevoli che il canale fieristico newyorkese offre una piattaforma irrinunciabile per mantenere i contatti con la distribuzione specializzata e con i buyer nordamericani.
Uno scenario di attesa e le prospettive per il settore agroalimentare
L'edizione 2026 del Summer Fancy Food Show si svolge dunque in un clima di attesa, con gli espositori italiani che monitorano con attenzione l'evoluzione delle politiche tariffarie e le possibili ripercussioni sui costi finali dei prodotti, mentre il Pecorino Romano Dop e le altre eccellenze regionali continuano a presidiare il mercato americano forte di una reputazione consolidata e di una domanda che, sebbene influenzata dalle congiunture, non accenna a diminuire per i formaggi e i salumi di alta gamma.
L'evento newyorkese, che richiama operatori e addetti ai lavori da tutto il continente, si conferma quindi non solo un'occasione di business ma anche un termometro dello stato di salute del settore, capace di restituire un'immagine articolata e realistica delle sfide che attendono il sistema agroalimentare italiano, il quale, tra Italian Sounding e dazi, cerca di preservare la propria competitività in uno dei mercati più ambiti a livello globale.




