L’ultimo slalom di Hafjell a Haugan, la coppa di specialità va a McGrath grazie all’errore di Braathen
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Redazione Sport
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La sessantesima edizione della Coppa del Mondo di sci alpino si è chiusa sulle nevi di Hafjell con un verdetto che sa di rivincita per Atle Lie McGrath, capace di mettersi alle spalle le amarezze olimpiche di Bormio proprio nell’appuntamento che assegnava l’ultimo trofeo stagionale. Lo slalom di specialità, infatti, ha regalato emozioni contrastanti: se la vittoria di tappa è andata al connazionale Timon Haugan, il piccolo trofeo di cristallo è finito nelle mani di McGrath, che ha dovuto attendere l’errore del diretto rivale per poter festeggiare.
L’errore decisivo di Braathen nella seconda manche
La classifica di specialità, giunta all’ultima gara con soli 41 punti di margine per il norvegese nei confronti del brasiliano Lucas Pinheiro Braathen, ha vissuto il suo momento cruciale nella manche pomeridiana. Partito con il pettorale rosso, McGrath non è riuscito a imprimere il ritmo sperato nella sua seconda discesa, piazzandosi all’ottavo posto finale con un distacco di 1”79 dal vincitore. Il timore di vanificare il vantaggio accumulato nei mesi precedenti, in un contesto che ricordava la fuga disperata nel bosco di Bormio dopo l’oro olimpico sfumato, è durato lo spazio di pochi istanti. Il destino, però, ha offerto un inaspettato risarcimento: Lucas Pinheiro Braathen, il più accreditato per il sorpasso e reduce dalla vittoria nella coppa di gigante, è incappato in un’inforcata già alle porte iniziali della sua seconda manche. L’uscita di scena del brasiliano ha di fatto consegnato la coppa di slalom a McGrath, scatenando un abbraccio tra i due amici e rivali nel finale, immortalato dalle telecamere come simbolo di una sfida sportiva vissuta fino all’ultima curva.
Haugan trionfa davanti al pubblico di casa
Per quanto riguarda la gara in sé, l’ultima danza tra i pali stretti ha visto il trionfo di Timon Haugan, trentenne di casa che ha conquistato il sesto successo in carriera. Partito con il terzo tempo dopo la prima manche, Haugan ha ribaltato le gerarchie imponendosi con una seconda frazione di altissimo livello, fermando il cronometro in 2’03”75. Lo svizzero Loic Meillard, leader dopo la prima discesa e fresco di medaglia olimpica, ha dovuto accontentarsi della piazza d’onore, staccato di 44 centesimi, mentre il finlandese Eduard Hallberg ha completato il podio con un ritardo di 1”03, confermando di essere una delle rivelazioni della stagione tra le porte strette. Nelle retrovie, da segnalare la rimonta del francese Clement Noel, che con il quinto posto è riuscito a scavalcare Braathen nella classifica finale di specialità, piazzandosi alle spalle di McGrath.
La giornata opaca degli azzurri
Per l’Italia, l’atto conclusivo di questa annata non ha portato soddisfazioni in termini di piazzamenti. Tommaso Sala, che pure ha tentato di recuperare nella seconda manche, ha chiuso in undicesima posizione, fermandosi a 2”50 dal vincitore. Ancora più indietro Alex Vinatzer, diciassettesimo, che ha confermato le difficoltà tecniche mostrate dal gruppo azzurro in questa parte finale di stagione. Una stagione, quella che si è appena conclusa, che per gli specialisti italiani si chiude all’insegna della rifondazione, con il sipario che ora cala in attesa della prossima Coppa del Mondo.




