Atle Lie McGrath vince la coppa di slalom, a Timon Haugan l’ultima gara di Hafjell

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si è chiuso con il consueto, spettacolare atto finale sulle nevi di Hafjell, in quel di Lillehammer, il circo della Coppa del mondo maschile di sci alpino. Una stagione, la 2025/2026, che ha consegnato nelle ultime ore i suoi verdetti definitivi per quanto riguarda la disciplina più nervosa, quella dei rapid gates. A spuntarla nella classifica di specialità, quella che assegna la coppa di cristallo dello slalom, è stato il norvegese Atle Lie McGrath. Un successo che per lui ha il sapore particolare della rivincita, un’autentica catarsi dopo la delusione olimpica patita poco più di un mese fa, quando un’uscita di pista nella seconda manche, sulla Stelvio di Bormio, ne aveva infranto il sogno olimpico nel modo più doloroso.

La matematica ha coronato il suo percorso al termine dell’ultima gara in programma, nella quale McGrath ha chiuso all’ottavo posto. Un piazzamento che, unito ai risultati ottenuti nel corso dell’inverno, gli ha consentito di blindare il primato. Il bottino finale recita 584 punti, un margine di 64 lunghezze sul diretto inseguitore, il francese Clement Noel, e di 73 su Lucas Pinheiro Braathen. Proprio l’azzurro-brasiliano, già vincitore della coppa di gigante, ha visto compromesse le sue residue possibilità di rimonta già nella gara odierna, con un’uscita che lo ha estromesso dai giochi.

La volata vincente di Haugan e il dominio norvegese

La gara che ha chiuso il sipario sulla specialità ha visto trionfare un altro atleta di casa, Timon Haugan, il quale ha fermato il cronometro sul tempo di 2’03”75. Per Haugan si tratta del secondo successo stagionale, arrivato al termine di una prova condotta con autorità. A completare il podio odierno sono stati lo svizzero Loic Meillard, staccato di 44 centesimi, e il finlandese Eduard Hallberg, terzo a un secondo e tre centesimi dal vincitore. Una classifica d’arrivo che ha visto il quarto posto di Henrik Kristoffersen, mentre Clement Noel ha chiuso quinto. Per quanto riguarda gli azzurri, Tommaso Sala ha conquistato una solida undicesima posizione, mentre Alex Vinatzer ha chiuso diciassettesimo, non riuscendo a incidere come forse avrebbe sperato in questa ultima uscita stagionale.

Una festa tutta norvegese tra lacrime di gioia e riscatto personale

L’atmosfera nella località scandinava è stata quindi a tinte forti, con la delegazione norvegese che ha potuto festeggiare il successo di giornata di Haugan e il trionfo in classifica di McGrath. Per quest’ultimo, il momento è stato carico di emozione, un contrasto netto rispetto alle lacrime di disperazione versate dopo l’uscita di pista alle Olimpiadi di Bormio. In quella circostanza, la reazione viscerale del norvegese, rifugiatosi nel bosco ai margini della pista per elaborare il dolore, aveva fatto il giro del mondo. Oggi, invece, le lacrime sono state di gioia per un traguardo inseguito con costanza, al termine di un percorso che lui stesso ha definito “folle” per l’alternanza di cadute e trionfi. Anche Clement Noel ha dovuto accontentarsi per la quarta volta della piazza d’onore nella classifica finale di specialità, un risultato di prestigio accolto con l’amaro in bocca per un “qualcosa che è sempre mancato” per il salto decisivo, come ha lasciato intendere il francese.

La classifica finale e il contributo azzurro

Lo sguardo sulla classifica generale di Coppa del Mondo, al termine di questa ultima prova, conferma il dominio assoluto di Marco Odermatt, saldamente in vetta con 1626 punti. Alle sue spalle, la lotta per le posizioni nobili ha visto Lucas Pinheiro Braathen classificarsi secondo con 1058 punti, mentre Atle Lie McGrath ha concluso al terzo posto assoluto con 936 punti, precedendo Loic Meillard e Henrik Kristoffersen. Nella top ten figurano anche due atleti italiani: Dominik Paris, ottavo, e Giovanni Franzoni, decimo, a testimonianza di una stagione che ha regalato soddisfazioni anche al movimento azzurro nonostante le difficoltà nelle ultime gare di slalom. L’intera stagione si chiude dunque con un bilancio che, per il circo bianco, consegna lo scettro dei tecnici alla Norvegia, capace di esprimere la coppia vincente nella specialità più imprevedibile dello sci maschile.

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