L’anno di Pinheiro Braathen: fuori Odermatt, a Hafjell arriva la prima coppa di gigante
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Redazione Sport
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È bastata una manche, una sola frazione di gara sulla neve di Hafjell, per riscrivere la gerarchia di questa stagione maschile di Coppa del Mondo e, al tempo stesso, consegnare alla storia un risultato che profuma di leggenda. Lucas Pinheiro Braathen, il brasiliano che ha scelto la Norvegia come terra di formazione per poi ritrovare le proprie radici sudamericane nel percorso verso il sogno olimpico, guida dopo la prima manche del gigante delle finali e ora, complice l’uscita di scena prematura di Marco Odermatt, si ritrova a un passo dalla conquista della coppa di specialità. L’asso elvetico, inopinatamente fuori nel suo tentativo di apertura, ha di fatto consegnato ai rivali una chance che pochi, fino alla vigilia, avrebbero immaginato così concreta.
L’errore che cambia la classifica, il brasiliano vola verso la sfera
Il cronometro della prima manche ha raccontato già una verità difficilmente ribaltabile: il parziale di Pinheiro Braathen, fermato sull’1’11″24, è il più veloce di una prima parte di gara che ha visto cadere uno dopo l’altro gli ostacoli sulla sua strada. L’austriaco Stefan Brennsteiner, secondo a ventuno centesimi, e lo svizzero Loïc Meillard, terzo a sessantatré, rappresentano le minacce più immediate per l’atleta cresciuto a Baerum, ma il vero colpo di scena è arrivato poco prima, quando Odermatt, nel tentativo di chiudere in bellezza la stagione, ha commesso un doppio errore fatale che lo ha estromesso dalla contesa già nella prima fase. Un’uscita, la sua, che ha aperto scenari inediti: il brasiliano, alla seconda coppa di specialità della carriera dopo quella di slalom conquistata tre anni fa, ha ora la possibilità di firmare la prima sfera di cristallo nel gigante con una top four nell’ultima manche, a patto però che Meillard, attualmente terzo, non vada a vincere la gara.
La seconda manche, il peso di un’occasione irripetibile
Alle 12.30 scatterà la seconda frazione su una pista che, dopo il riscaldamento mattutino, potrebbe offrire condizioni diverse rispetto al primo taglio. Lo scenario è chiaro: Pinheiro Braathen non deve pensare solo alla vittoria di giornata, ma a un obiettivo matematico che tiene conto del piazzamento dei suoi inseguitori diretti. Brennsteiner, partito vicinissimo, e Meillard, staccato di poco più di mezzo secondo, sono i due che potrebbero complicare i piani del leader; dietro di loro, un gruppo formato da Gratz e McGrath attende eventuali cedimenti per inserirsi nella lotta per il podio. Per gli azzurri, la situazione appare più complicata: Vinatzer, ventesimo, e Franzoni, più staccato, proveranno a operare una rimonta verso la zona punti, ma il divario accumulato appare consistente per ambire a piazzamenti di rilievo.
Il clamore dell’uscita e la festa che attende il “fenomeno”
La caduta di Odermatt, a segnare il passo dopo una stagione comunque di alto profilo, ha spostato l’attenzione su quello che potrebbe diventare uno dei capitoli più sorprendenti di questo finale di Coppa. Pinheiro Braathen, già campione olimpico in carica dopo l’oro conquistato un mese fa, ha mostrato nelle ultime uscite una continuità di rendimento che ora lo pone a un passo dal raddoppio: sfera di cristallo nel gigante dopo aver già messo in bacheca quella di slalom. Sul podio di giornata, al termine della seconda manche, potrebbero salire Meillard e McGrath, mentre Brennsteiner, partito con le migliori intenzioni, rischia di cedere il passo proprio nella gara decisiva. Per Pinturault, invece, l’ultimo atto stagionale regala la miglior prestazione dell’anno, un modo dignitoso per chiudere un percorso che lo ha visto protagonista per anni nel circuito.




