L’ultimo gigante di Lillehammer, lo slalom che ha consegnato la Coppa a Pinheiro Braathen

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella cornice dell’Olympia-Loypa, a Lillehammer, l’ultima prova stagionale del gigante maschile si è trasformata in una resa dei conti attesa per l’intero inverno. Era la sfida decisiva per l’assegnazione della Sfera di Cristallo di specialità, un duello a due che vedeva contrapposti lo svizzero Marco Odermatt, dominatore della Coppa del Mondo generale e alla caccia del quarto Titolo consecutivo nella disciplina, e Lucas Pinheiro Braathen. Quest’ultimo, il talentuoso atleta brasiliano, inseguiva il primo alloro in classifica di specialità, forte di un margine ridotto ma comunque significativo da colmare nell’ultima gara utile.

L’errore di Odermatt nella prima manche e la svolta nella classifica

Il copione, nella prima frazione di gara, ha subito una deviazione clamorosa rispetto alle previsioni della vigilia. Odermatt, lo sciatore svizzero che per abitudine amministra il vantaggio con una lucidità chirurgica, ha commesso un errore banale su un dosso del secondo settore, un fuoripista repentino che lo ha costretto all’uscita di scena senza possibilità di rientro. Un colpo di scena che ha di fatto azzerato il vantaggio di 48 punti che lo svizzero vantava prima del via, consegnando di fatto la gestione della contesa nelle mani del diretto rivale.

Pinheiro Braathen, dal canto suo, non ha tremato. Nella stessa manche in cui il grande favorito usciva di scena, lui ha firmato il miglior tempo con un crono di 1:11.24, mettendo una seria ipoteca sul successo di tappa. La sua prima manche è stata un esempio di come si debba approfittare delle disgrazie altrui: pulito nei passaggi chiave e aggressivo a sufficienza per costruire quel cuscinetto psicologico e cronometrico necessario a gestire la pressione dell’ultima discesa.

La conferma nella seconda manche e il primato nella classifica di specialità

La seconda manche, disputata nell’ordine inverso di classifica, ha rappresentato per Pinheiro Braathen l’ultimo atto di una stagione condita anche dall’oro olimpico, oltre che dalla costanza dimostrata nelle gare di Coppa. Scendendo per ultimo, con il tempo da battere fissato dal norvegese Atle Lie McGrath (terzo) e poi migliorato dallo svizzero Loic Meillard (secondo), il brasiliano ha confermato la leadership della prima frazione.

Con un tempo complessivo di 2:20.65, ha chiuso con 58 centesimi di vantaggio su Meillard e 87 su McGrath, aggiudicandosi non solo la vittoria della tappa norvegese ma anche il titolo di specialità. Per il movimento sudamericano si tratta di un risultato storico: Pinheiro Braathen ha così interrotto una striscia di supremazia elvetica nella disciplina, scalzando Odermatt dalla vetta della classifica di gigante e portando a casa la prima Sfera di Cristallo per il proprio paese in questa specialità.

L’eterno Dominik Paris e il record sull’Olympiabakken

Se l’epilogo del gigante ha regalato il colpo di scena principale, le finali norvegesi hanno riservato un altro capitolo storico firmato da un italiano. Dominik Paris, il carabiniere della Val d’Ultimo che a 36 anni mostra ancora una forma smagliante, ha chiuso la stagione delle prove veloci con una doppietta pesante sulle nevi di Kvitfjell. Dopo essersi imposto nella discesa libera – conquistando contestualmente il terzo posto nella classifica di specialità – Paris si è ripetuto nel superG, consolidando la sua fama di specialista della pista che fu teatro dei Giochi del 1994.

Il successo in discesa, nello specifico, ha un peso particolare nella carriera dell’altoatesino. Si tratta della settima vittoria complessiva su quella pista, la ventesima in carriera in discesa libera, un traguardo che lo proietta al secondo posto nella classifica assoluta dei discesisti più vincenti di sempre, superando il primato detenuto da Kjetil Jansrud e lasciandosi alle spalle la concorrenza internazionale. «Una prestazione perfetta non è stata, ma ho cercato di far correre gli sci – ha commentato il trentaseienne – vedere il miglior tempo al traguardo è stato bellissimo».

Il momento di relax tra musica e social con Pinheiro Braathen tra il pubblico

Al di là dei traguardi agonistici, le finali di Coppa del Mondo in Norvegia sono state anche l’occasione per assistere a un inedito crossover tra sport e musica. Dominik Paris, noto per essere anche la voce dei groove metallers "Rise of Voltage", band fondata nel 2017, ha regalato un’esibizione canora in un locale dopo le competizioni. In un video che ha rapidamente fatto il giro dei social, si vede l’azzurro cimentarsi in un pezzo rock, mentre tra il pubblico incuriosito spicca la presenza proprio di Lucas Pinheiro Braathen, il quale ha filmato la performance e l’ha condivisa con i propri follower.

Un momento di leggerezza che ritrae il clima disteso tra i protagonisti del Circo Bianco, dove la rivalità in pista lascia spazio alla condivisione al di fuori del tracciato. Per Paris, che con la doppietta ha regalato all’Italia un finale di stagione esaltante, e per Pinheiro Braathen, che con il successo nel gigante ha coronato un inverno da protagonista assoluto, Lillehammer resterà impressa nella memoria come la tappa in cui la Coppa del Mondo ha consegnato due sfere di cristallo dal valore diametralmente opposto: una per la consacrazione di una nuova potenza tecnica, l’altra per la conferma di un’eterna leggenda delle discipline veloci.

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