Marco Odermatt sbaglia a Hafjell, Pinheiro Braathen vince il gigante e la coppa di specialità: l’addio da fuoriclasse di Pinturault
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Redazione Sport
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Il gigante maschile di Hafjell, ultimo atto di una stagione che si chiude con le finali norvegesi, ha regalato al circuito maschile una di quelle giornate in cui le gerarchie consolidate vengono spazzate via da un errore, un’uscita clamorosa che pesa come un macigno sulla classifica di disciplina. Marco Odermatt, presentatosi sulla pista con il pettorale numero 1 e con la leadership della coppa di specialità saldamente nelle mani, non ha superato il primo manche. Una sbavatura, frutto di un approccio che lo stesso atleta ha commentato con la schiettezza di chi sa di aver forzato la mano: “Volevo sfruttare il n° 1, ho esagerato”. Un’ammissione che racconta il rischio calcolato da parte del nidvaldese, il quale inseguiva il poker di sfere di cristallo nella stessa stagione – impresa riuscita nelle due annate precedenti, nel 2024 e nel 2025 – e che gli avrebbe consentito di realizzare un tris in serie che lo avrebbe reso unico, agganciando nell’albo d’oro un mostro sacro come Hermann Maier. L’uscita di scena ha spalancato le porte a Lucas Pinheiro Braathen, il quale ha colto l’occasione al volo: il sudamericano, già protagonista di un inverno da protagonista, ha vinto la gara e con essa ha messo le mani sulla prima coppa di specialità nella storia dello sci alpino brasiliano, un traguardo che arriva a pochi mesi di distanza dall’oro olimpico conquistato a Milano-Cortina sempre fra le porte larghe.
La solidità di Meillard e il sorpasso decisivo di Pinheiro Braathen
Mentre Odermatt usciva di scena, lasciando un vuoto nella prima manche che pochi si aspettavano, la gara di Hafjell ha assunto i contorni di una gestione della tensione. Pinheiro Braathen, dal canto suo, ha sciato con la determinazione di chi sapeva di avere un’occasione storica a portata di bastoncini. Alle sue spalle, a comporre il quadro dei protagonisti, si è piazzato Loïc Meillard, figura ormai consolidata come sinonimo di affidabilità. Lo svizzero, che chiude al terzo posto nella coppa di specialità vinta proprio dal brasiliano, ha messo in mostra quella solidità che gli consente di essere costantemente tra i migliori senza mai eccedere in acrobazie inutili. La vittoria di Pinheiro Braathen non è stata però l’unica nota di spessore nella giornata norvegese: il pubblico e gli addetti ai lavori hanno potuto assistere a un saluto, quello di Alexis Pinturault, che ha assunto le sembianze di un vero e proprio evento nel quadro delle finali. Il fuoriclasse francese, nel suo addio alle competizioni che contano, ha ricevuto l’omaggio di un intero circo bianco che ne riconosce il valore assoluto, un talento capace di segnare un’epoca dello sci mondiale.
La notte dei record: Shiffrin a 110, Braathen fa la storia per il Brasile
Sulla stessa neve di Hafjell, ma nello slalom femminile, Mikaela Shiffrin ha continuato a riscrivere i libri di storia. La statunitense ha messo a referto la vittoria numero 110 in carriera, l’ennesima perla di una parabola che non smette di stupire. Nona affermazione in una stagione che l’ha vista uscire dalla zona punti in una sola occasione in slalom, la prestazione è stata un’altra dimostrazione di superiorità: dominio fin dalla prima manche, nessuna esitazione, il ritmo di chi viaggia su un binario parallelo alla perfezione. Con questo successo, Shiffrin si è messa a un passo dalla sesta sfera di cristallo assoluta, un traguardo che potrebbe arrivare mercoledì nella gara conclusiva. La matematica recita che Emma Aicher, la principale antagonista che si presenterà al cancelletto con il numero 16, dovrà vincere e contemporaneamente sperare che Shiffrin (partita con il 7) esca dalla zona punti. Aprirà la gara Robinson, mentre la coppa di specialità già in tasca di Scheib – che scenderà con il 5 – racconta di un equilibrio di potere in questo scorcio di stagione che non ammette repliche. Tra le italiane, Della Mea (con il 10) sarà la prima a rappresentare i colori azzurri, mentre Sofia Goggia (partita con il 12) può ancora coltivare ambizioni importanti per il podio nella classifica generale, a riprova di una condizione che l’ha vista protagonista nonostante un avvio di inverno complicato.
McGrath vicino al podio e gli azzurri fuori dai giochi nel gigante
Lo scenario maschile, dopo la rivoluzione innescata dall’errore di Odermatt, ha restituito una classifica di coppa di specialità con Pinheiro Braathen saldamente in vetta. Per la generale, invece, il sudamericano si conferma secondo, con Henrik Kristoffersen a guidare le operazioni e Atle Lie McGrath prossimo al podio, un piazzamento che ne certifica la crescita costante in un gruppo ristretto di atleti in grado di competere ad altissimi livelli. Per l’Italia, il gigante di Hafjell non ha portato soddisfazioni di classifica: sia Vinatzer che Franzoni sono rimasti indietro, lontani dalle posizioni che contano, in una gara dove la posta in palio era altissima e la pressione ha fatto la differenza. La rassegna norvegese prosegue mercoledì con la trentasettesima e ultima gara stagionale, un appuntamento che assegnerà l’ultima sfera di cristallo ancora in bilico. La località di Hafjell, che ha già assistito a un cambio di scettro nel gigante maschile e all’ennesimo capolavoro di Shiffrin, si prepara a calare il sipario su un anno che ha confermato le gerarchie in campo femminile e ne ha aperte di nuove in quello maschile, dove l’egemonia di Odermatt, pur rimasta intatta per molti versi, ha mostrato una crepa nel momento decisivo per la coppa di specialità.




