Lillehammer, l’ultima sfida tra i pali stretti e le porte larghe
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Redazione Sport
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Il sipario sulla Coppa del Mondo di sci alpino si abbassa oggi sulle nevi di Hafjell, località che per l’occasione fa da palcoscenico alle finali di stagione, con un programma che promette scintille vista la posta in palio. La giornata, l’ultima del circo bianco, mette in programma due competizioni decisive: il gigante femminile e lo slalom maschile, gare che pur avendo già assegnato le coppe di specialità a Julia Scheib e a Lucas Pinheiro Braathen (almeno per quanto riguarda il gigante), mantengono intatte tutte le loro ragioni d’interesse per quanto concerne i gradini più bassi del podio finale e le posizioni di vertice nelle classifiche generali.
Una resa dei conti in cifre e un’Italia in pista
Se per il gigante femminile il verdetto è già scritto – con l’austriaca Julia Scheib che ha messo in bacheca la sfera di cristallo forte dei suoi 660 punti – la battaglia per completare il podio è tutt’altro che scontata. In meno di cento punti, a dire il vero, si giocano la seconda e la terza piazza ben cinque atlete: Camille Rast, la svizzera che insegue con 471 punti, Sara Hector, la svedese ferma a 429, e poi il terzetto formato dalle due statunitensi Mikaela Shiffrin (398) e Paula Moltzan (393), con la neozelandese Alice Robinson (372) pronta a inserirsi in qualsiasi momento. Un margine così esiguo, in una disciplina come il gigante dove ogni centesimo pesa, lascia presagire due manche giocate al millimetro. Shiffrin, in particolare, scenderà con il pettorale numero 7, una posizione che le consente di dettare il passo fin dall’inizio, per poi attendere l’esito della rivale Aicher, partita con il 16, in una sorta di duello a distanza che vale molto anche per la generale assoluta. Per l’Italia, in questa gara, ci sono diverse frecce al proprio arco: Lara Della Mea con il numero 10, Sofia Goggia (12) – che proverà a stupire anche tra le porte larghe –, Asja Zenere (19) e poi le ottime Anna Trocker e Laura Pirovano, rispettivamente con i pettorali 26 e 25, pronte a raccogliere punti pesanti in un contesto di altissimo livello.
I “gemelli” McGrath e Pinheiro Braathen si giocano la coppa
Spostando l’attenzione sullo slalom maschile, il copione si fa ancora più avvincente. Dopo la vittoria nel gigante che ha consegnato a Lucas Pinheiro Braathen il suo primo alloro nella specialità, il brasiliano – che ha riscritto più volte la storia di questo sport – si trova ora a caccia del secondo Titolo in pochi giorni. La situazione è ben delineata: il norvegese Atle Lie McGrath, suo grande amico oltre che rivale (tanto da essere soprannominati “i gemelli”), guida la classifica di specialità con 41 punti di vantaggio proprio su Pinheiro Braathen. Lo slalom di Lillehammer rappresenta l’atto conclusivo di una stagione che li ha visti protagonisti assoluti, con il terzo incomodo Clément Noël, campione olimpico in carica, che pur distante in classifica rappresenta sempre un’insidia concreta per l’alto tasso tecnico delle sue curve. La prima manche, in programma alle 10:30 con tracciatura affidata a Matteo Joris, vedrà al cancelletto i favoriti di giornata: Henrik Kristoffersen e Loïc Meillard, con i primi due pettorali, apriranno le danze, ma l’attenzione sarà tutta concentrata su Atle e Lucas, che scenderanno con il 6 e il 7, consapevoli che il margine di errore è ridotto al lumicino per arrivare al traguardo finale con la coppa in mano.
Due storie, un solo palcoscenico: dominio e rinascita
Hafjell, in queste ore, racchiude in sé due storie emblematiche, seppur diametralmente opposte. Da una parte c’è il dominio silenzioso e inarrestabile di Mikaela Shiffrin, che nello slalom femminile ha appena messo a referto la vittoria numero 110 in carriera, consolidando una leggenda che non smette di crescere. Dall’altra parte c’è l’epilogo a sorpresa del gigante maschile, che ha visto l’errore fatale di Marco Odermatt – il dominatore di questa annata – aprire le porte all’impresa storica di Lucas Pinheiro Braathen, capace di conquistare il primo globo di cristallo per un atleta brasiliano nella storia dello sci alpino, in un crescendo di regolarità che ha trasformato la sua annata in una favola moderna. Sono due facce della stessa medaglia, quella di uno sport che premia la costanza ma anche la capacità di esserci nei momenti che contano. L’azzurra Anna Trocker, giovanissima campionessa del mondo junior, ha già dimostrato in queste finali di avere le qualità per inserirsi in questo contesto, forte del nono posto colto nello slalom che ha spianato la strada a una carriera che si preannuncia luminosa.




