L’Italia aspetta Vinatzer ma nello slalom di Cortina vola McGrath: primo leader, fuori Braathen

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lo slalom speciale maschile, ultima gara del programma di sci alpino in queste Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ha regalato una prima manche che è stata un autentico spartiacque, con un tracciato insidioso, disegnato sulla neve morbida della pista Stelvio, che non ha certo fatto sconti e che ha mandato fuori gara diversi big, ridisegnando gerarchie e speranze di medaglia in vista della seconda e decisiva run delle 13.30. Il portacolori di casa Alex Vinatcher, su cui l’Italia riponeva gran parte delle sue aspettative di podio per arricchire un bottino già da record, non è riuscito nemmeno a portare a termine la sua prova, tradito da un’inforcata che lo ha costretto al ritiro e che ha gelato l’entusiasmo del pubblico -8.

Se la giornata si è tinta di azzurro cupo per l’uscita di scena del gardenese – che lascia così sfumare la chance di aggiornare il suo palmarès olimpico –, in testa alla classifica provvisoria ha invece brillato la luce fredda e abbagliante del norvegese Atle Lie McGrath. Il numero uno del mondo di specialità, partito con il pettorale numero 1, ha letteralmente dettato legge, interpretando alla perfezione un pendice che ha messo in crisi molti dei suoi inseguitori: il suo crono di 56.14 rappresenta adesso un riferimento durissimo da scardinare -1. Alle sue spalle, staccato di 59 centesimi ma sicuramente in corsa per giocarsi le sue carte nella seconda manche, si è piazzato lo svizzero Loïc Meillard, il quale tiene vive le speranze elvetiche di allungare una striscia di podi che prosegue ininterrotta da tutte le gare fin qui disputate -1.

Più staccati, ma comunque in grado di recitare un ruolo da protagonisti nel pomeriggio, l’austriaco Fabio Gstrein ha chiuso terzo con 94 centesimi di gap, precedendo il norvegese Timon Haugan di soli due centesimi -1. Nella top five, completata dal belga Armand Marchant a un secondo e venti, si sono infilati anche i due alfieri scandinavi, con Henrik Kristoffersen che accusa un ritardo di un secondo e 59 centesimi e si trova a dover operare una rimonta non impossibile ma certo proibitiva -1. La prima frazione di gara, caratterizzata da una visibilità non perfetta a causa delle abbondanti nevicate cadute nelle ore precedenti, ha fatto però registrare anche l’uscita di scena di un altro protagonista annunciato, il brasiliano Lucas Pinheiro Braathen. Il neo-campione olimpico del gigante, che aveva ben figurato nei primi intermedi, è incappato in un errore che lo ha estromesso dalla competizione, impedendogli così di lottare per un altro storico alloro per il suo Paese -1.

L’attenzione del pubblico italiano, dopo l’amaro epilogo della prova di Vinatzer, si è inevitabilmente spostata su altri fronti, come quello dello short track dove Arianna Fontana, nella decima giornata dei Giochi, cercava un nuovo alloro per la sua bacheca. Le speranze di medaglia nella finale dei 1000 metri, però, si sono infrante a causa di un contatto con la cinese Gong Li, episodio che ha compromesso la sua corsa e l’ha relegata al quarto posto finale, a un solo decimo dal podio conquistato dall’olandese Xandra Velzeboer, dalla canadese Courtney Sarault e dalla coreana Kim Gilli -4 -9. Nel frattempo, sul ghiaccio di Cortina proseguiva il torneo di curling femminile, con gli incontri del round robin che vedevano opposte, tra le altre, Svezia e Svizzera e Cina e Canada, in una giornata che, al di là delle vicende italiane, continua a scrivere la storia di queste Olimpiadi -8.

I distacchi nella top ten dopo la prima manche e le insidie del tracciato

La classifica al termine della prima discesa vede quindi McGrath in una posizione di forza, forte di quei 59 centesimi di margine su Meillard che rappresentano un cuscinetto importante ma non certo decisivo, considerando la variabile della neve e la capacità dello svizzero di sciare con grande finezza in condizioni di manto morbido -1. Il terzo posto di Gstrein e il quarto di Haugan, racchiusi in un battito di cronometro, dimostrano quanto la bagarre per le posizioni nobili sia serrata: il primo e il quarto, infatti, sono divisi da meno di un secondo. A completare la top ten di questa prima manche, dopo Marchant e Kristoffersen, ci sono i due settimi a pari merito, il tedesco Linus Strasser e il francese Clément Noel – che condivide il tempo di un secondo e 96 centesimi con l’austriaco Marco Schwarz – e quindi Michael Matt e Tanguy Nef, i quali chiudono con un ritardo di due secondi netti -1. La seconda manche, in programma per le 13.30, sarà visibile in diretta televisiva e sulle piattaforme streaming, e dirà se il norvegese riuscirà a mantenere la promessa del suo status di leader della coppa del mondo di specialità o se qualcuno, magari partito più indietro, riuscirà a rimontare fino a insidiare il podio.

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