Vacanza in Messico per Benedetta Rossi, la coppia bloccata in albergo dopo la morte del boss El Mencho

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La luce del mattino filtrava dalle tende della stanza d’albergo, ma per Benedetta Rossi e il marito Marco Gentili non è stata l’alba di un nuovo giorno di vacanza, bensì l’inizio di una lunga attesa carica di tensione. La food blogger marchigiana, volto noto della televisione culinaria, si trova con il compagno in Messico per un periodo di riposo, un viaggio che si è improvvisamente trasformato in un incubo a causa degli eventi di cronaca che stanno sconvolgendo il paese. La notizia della morte di Nemesio Oseguera Cervantes, il superboss noto come “El Mencho” a capo del potente Cartello di Jalisco Nuova Generazione, ha infatti innescato una reazione a catena di violenza, con i narcos che hanno dato vita a una serie di rappresaglie contro le forze dell’ordine. In questo clima da guerriglia urbana, caratterizzato da sparatorie e blocchi stradali con veicoli incendiati, la coppia italiana ha fatto sapere di stare bene, seppur costretta a rimanere al chiuso e a monitorare ora dopo ora l’evolversi di una situazione che appare quanto mai fluida e pericolosa.

La testimonianza social e la distanza dalla zona del conflitto

È stato attraverso i canali social, uno strumento ormai imprescindibile per chi vive di comunicazione diretta con il proprio pubblico, che Benedetta Rossi e Marco Gentili hanno voluto spegnere sul nascere le voci e le preoccupazioni dei follower. Con un video girato direttamente dalla loro camera d’albergo, la coppia ha spiegato cosa stava accadendo intorno a loro, o meglio, lontano da loro. Marco Gentili, prendendo la parola per primo, ha raccontato della “guerra tra narcotrafficanti ed esercito” scoppiata dopo l’operazione militare che ha portato all’eliminazione del leader del cartello. Un elemento fondamentale emerso dalle loro dichiarazioni, e che in parte ha contribuito a tranquillizzare chi li segue, è la distanza siderale che li separa dal cuore degli scontri. Il luogo dove si trovano attualmente, infatti, dista circa duemila chilometri dalle aree più calde del conflitto, una precisazione che hanno voluto sottolineare per far capire come la loro zona, almeno per il momento, risulti relativamente tranquilla e non direttamente coinvolta nelle operazioni belliche che stanno insanguinando altre regioni del paese.

La figura di El Mencho e il contesto dell’operazione militare

Per comprendere la portata degli eventi che hanno costretto Benedetta Rossi e il marito alla reclusione forzata in albergo, bisogna inquadrare la figura di Nemesio Oseguera Cervantes. Ex poliziotto, “El Mencho” era riuscito a costruire un impero criminale diventando, dopo la cattura di Joaquín “El Chapo” Guzmán, il narcotrafficante più potente e ricercato del Messico, con gli Stati Uniti che avevano messo una taglia di 15 milioni di dollari sulla sua testa. La sua uccisione, avvenuta nel corso di un’operazione delle forze speciali dell’esercito messicano a Tapalpa, nello stato di Jalisco, non è stata un evento banale. Si è trattato di un blitz complesso, supportato da intelligence statunitense, durante il quale il boss è stato ferito mortalmente, per poi decedere durante il trasferimento in aereo verso Città del Messico. La morte di un personaggio di tale calibro, paragonabile per importanza a quella del “Chapo”, ha rappresentato un colpo durissimo per il Cartello di Jalisco Nuova Generazione, che non ha tardato a reagire con una violenza inaudita per dimostrare che, nonostante la perdita, la sua capacità di colpire e seminare il terrore rimane intatta.

La reazione del cartello e le misure di sicurezza per i cittadini

La risposta dei narcos all’eliminazione del loro capo non si è fatta attendere, e si è manifestata con quella che in gergo viene definita una serie di “narcobloqueos”. In diverse città e snodi autostradali del paese, i membri del cartello hanno dato vita a una strategia del terrore fatta di incendi di auto e camion per bloccare le vie di comunicazione, saccheggi di negozi e istituti di credito, e veri e propri scontri a fuoco con le forze dell’ordine che, stando ai primi rapporti della stampa locale, hanno causato decine di morti, tra cui molti agenti della Guardia Nazionale. Il governo messicano, attraverso la presidente Claudia Sheinbaum, ha lanciato un appello alla calma invitando la popolazione a seguire gli aggiornamenti delle autorità, mentre la Farnesina, sul portale Viaggiare Sicuri, ha prontamente diramato una nota per raccomandare a tutti i cittadini italiani presenti in Messico la massima prudenza, esortandoli a evitare spostamenti non essenziali e ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dalle autorità locali, un monito che Benedetta Rossi e Marco Gentili hanno dichiarato di voler seguire con la massima attenzione.

L’incertezza del prosieguo del viaggio tra prudenza e informazione

Bloccati nella loro stanza, con i bagagli probabilmente ancora da disfare e l’itinerario di viaggio che prevedeva una tappa proprio verso una delle regioni teatro degli scontri, lo stato d’animo della coppia è di sospensione e prudente attesa. Marco Gentili, con la schiettezza di chi mette la sicurezza al primo posto, ha chiarito come il programma della vacanza sia passato inevitabilmente in secondo piano: l’importante, ora, è non correre rischi. In attesa che la situazione si stabilizzi, l’unica strategia possibile è quella di restare costantemente informati, confrontandosi con il personale dell’hotel e tenendo d’occhio i canali di emergenza, per capire se e quando sarà possibile riprendere il viaggio o se invece si dovrà fare i conti con una permanenza forzata, fatta di ore che scorrono lente tra una notizia e l’altra, in un paese che improvvisamente ha mostrato il suo volto più feroce e spietato.

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