Google, il Dipartimento di Giustizia Usa vuole imporre lo spezzatino
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Redazione Economia
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ROMA – Il governo degli Stati Uniti, attraverso il Dipartimento di Giustizia, ha chiesto a un tribunale federale di ordinare la vendita del browser Chrome di Google, stimato a 20 miliardi di dollari. Questa decisione, che ha suscitato una forte reazione da parte di Google, è stata motivata dalla condanna dell'azienda per abuso di posizione dominante nel settore dei motori di ricerca. Il tribunale ha definito Google un "bullo tecnologico", accusandolo di aver creato un monopolio illegale attraverso accordi esclusivi con società di telecomunicazioni, sviluppatori di software e produttori di dispositivi, tra cui Apple.
Il Dipartimento di Giustizia ha proposto una serie di rimedi per ristabilire la concorrenza, tra cui la separazione e la vendita di Chrome e, eventualmente, del sistema operativo Android. Questa richiesta fa parte di una causa antitrust iniziata lo scorso settembre, in cui Google è accusata di aver mantenuto illegalmente il monopolio nel mercato delle ricerche online. Alphabet, la casa madre di Google, ha subito un crollo del 5,93% sul Nasdaq, con il titolo sceso a 166 dollari.
Google ha protestato contro questa decisione, definendola un'"agenda radicale" del governo americano. Tuttavia, il tribunale federale ha già condannato l'azienda per le sue pratiche anticoncorrenziali, aprendo la strada a possibili sanzioni che potrebbero includere la vendita di Chrome. La situazione rimane tesa, con Google che continua a difendere le sue pratiche commerciali, mentre il governo americano cerca di imporre misure drastiche per limitare il potere del colosso tecnologico.




