Meta rischia lo spezzatino: anche Zuckerberg testimonia
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Redazione Economia
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Il colosso tecnologico fondato da Mark Zuckerberg si trova oggi di fronte a una delle sfide più delicate della sua storia, con un processo antitrust che potrebbe costringerlo a cedere Instagram e WhatsApp, acquisiti rispettivamente nel 2012 e nel 2014. La Federal Trade Commission (FTC), che aveva già avviato l’azione legale nel 2020 durante l’amministrazione Trump, sostiene che quelle operazioni abbiano soffocato la concorrenza, consolidando un monopolio illegittimo nel mercato dei social media.
Se la corte accogliesse le richieste dell’agenzia governativa, Meta – che fino al 2021 si chiamava Facebook – potrebbe essere costretta a uno smembramento senza precedenti, con ripercussioni non solo sul suo modello di business ma anche sul controllo dei dati degli utenti. Proprio quest’ultimo aspetto, del resto, è al centro di un altro fronte caldo per l’azienda: l’integrazione forzata dell’intelligenza artificiale in WhatsApp, che gli utenti possono al massimo “silenziare” senza però disattivare del tutto.
Zuckerberg, chiamato a testimoniare, dovrà dimostrare che le acquisizioni non hanno danneggiato la concorrenza, ma anzi hanno migliorato i servizi offerti. I legali della FTC, però, ribattono che Instagram e WhatsApp, se fossero rimaste indipendenti, avrebbero potuto evolversi in direzioni diverse, garantendo maggiore innovazione e scelta ai consumatori.
Il processo, che si svolge a Washington, rappresenta un banco di prova per le autorità antitrust statunitensi, spesso accusate di aver agito con troppa cautela nei confronti dei giganti del tech. Se la scissione venisse approvata, si tratterebbe di una svolta epocale, paragonabile forse solo allo smembramento di Standard Oil un secolo fa.




