L’Italia torna a Udine per le qualificazioni mondiali, tra soddisfazione e timori

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Federcalcio ha scelto nuovamente Udine come sede di una partita delle qualificazioni ai Mondiali 2026, confermando così la fiducia nella capacità organizzativa del territorio. Il 14 ottobre, lo stadio Friuli ospiterà l’incontro tra Italia e Israele, valido per l’ottavo turno del girone di qualificazione. Una decisione che, se da un lato è stata accolta con entusiasmo dalle istituzioni locali, dall’altro ha sollevato qualche perplessità, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell’ordine pubblico.

"Esprimo grande soddisfazione per questa scelta", ha dichiarato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, sottolineando come l’assegnazione sia il risultato di "un lavoro condiviso tra Regione, Federazione e Udinese Calcio". Un riconoscimento che, a suo avviso, premia non solo l’efficienza logistica del Friuli, ma anche la collaborazione tra enti, già dimostrata in occasione di eventi di rilievo come la recente Supercoppa Europea.

Non mancano, tuttavia, le voci più caute. Il sindaco di Udine, Felice De Toni, ha espresso preoccupazione per la ripetizione di un match ad alta tensione, ricordando che solo un anno fa, il 14 ottobre 2023, le stesse nazionali si erano affrontate nella città friulana per la Nations League. Allora, nonostante il risultato favorevole all’Italia (4-1), la partita aveva richiesto un dispiegamento di forze dell’ordine non indifferente. "Abbiamo già dato", ha commentato, lasciando intendere che la scelta, seppure prestigiosa, potrebbe comportare oneri non trascurabili.

Quella di Udine non è l’unica data da segnare in calendario. La nazionale di Gennaro Gattuso affronterà anche l’Estonia a Bergamo e poi in trasferta a Tallinn, prima del confronto con Israele in territorio neutro, a Debrecen, in Ungheria. Un programma fitto, che vedrà l’Italia impegnata a riscattare le deludenti prestazioni degli ultimi mesi.

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