Il Ravenna annuncia Ronaldinho, ma Braida chiarisce: "Solo un evento di marketing"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notizia, rimbalzata in poche ore su tutti i principali organi di informazione sportiva, sembrava destinata a riscrivere la storia del calcio romagnolo. Un colpo talmente inaspettato, da parte di una società di Serie C, da apparire più simile a un sogno a occhi aperti che a una reale operazione di mercato.

Il fulmine a ciel sereno è arrivato direttamente dagli Stati Uniti, dove il presidente Ignazio Cipriani, in occasione dei Mondiali in corso, ha annunciato con entusiasmo l'ingaggio di uno dei fuoriclasse più amati e iconici del pianeta: il brasiliano Ronaldinho, classe 1980 e 46 anni compiuti lo scorso marzo. L'ex stella di Milan e Barcellona, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe trovato un accordo per tornare a giocare in Italia dopo anni di lontananza, e il palcoscenico sarebbe stato quello del campionato di Serie C.

L'illusione di un ritorno in campo

La suggestione di vedere il Pallone d'Oro 2005 danzare nuovamente sui campi di calcio italiani, seppur nella terza serie nazionale, ha rapidamente fatto il giro del web, alimentando un'ondata di incredulità e curiosità. L'annuncio ufficiale di questa clamorosa operazione era stato programmato per il 23 giugno a Miami, in un evento che avrebbe dovuto sancire l'inizio di una nuova e avventurosa stagione per i giallorossi. Le stesse parole del diretto interessato, riprese da varie testate, sembravano non lasciare spazio a dubbi: "Nuovi colori, stesso sorriso. non vedo l'ora di poter tornare a danzare sul pallone per scrivere una nuova storia insieme a Ignazio e a tutta la famiglia Cipriani". L'entusiasmo, però, si è rivelato di breve durata, perché a pochi minuti di distanza è arrivata la doccia fredda che ha riportato tutti con i piedi per terra.

La smentita categorica di Braida

A spegnere gli entusiasmi e a gettare un secchio d'acqua sulle voci di un ritorno al calcio giocato ci ha pensato Ariedo Braida, vicepresidente del Ravenna e figura storica del calcio italiano, nonché l'uomo che nel 2008 portò proprio Ronaldinho al Milan. In una dichiarazione raccolta dal giornalista Nicolò Schira e ripresa da diverse fonti, Braida è stato lapidario nel definire la reale natura dell'accordo: "Ronaldinho farà un evento di marketing con noi, ma non giocherà nel Ravenna in Serie C nella prossima stagione. anche perché ha 46 anni, magari fosse ancora in grado di giocare. Dinho era un fenomeno ed è stato un giocatore meraviglioso: mi lega a lui un rapporto bellissimo dai tempi del Milan, ma non giocherà in C con noi". La smentita, netta e senza appello, ha trasformato quella che sembrava una rivoluzione sportiva in una semplice, seppur clamorosa, operazione di branding.

Un progetto di marketing e non un tesseramento

Le parole di Braida hanno quindi chiarito che la collaborazione tra il club emiliano e il fuoriclasse brasiliano si muoverà su binari esclusivamente commerciali e promozionali. Non si tratterà di un ritorno alle fatiche agonistiche, bensì di una partnership finalizzata ad aumentare la visibilità internazionale del Ravenna, sfruttando l'immagine di una leggenda del calcio mondiale.

Secondo quanto ulteriormente riportato, l'accordo potrebbe prevedere anche l'ingresso di Ronaldinho nel capitale sociale del club, diventandone azionista, ma il suo ruolo resterà circoscritto ad apparizioni ed eventi mediatici. L'evento di Miami, che avrebbe dovuto presentare la nuova maglia della squadra, sarà quindi l'occasione per ufficializzare questo legame, ma non per vedere il "Gaucho" indossare gli scarpini per la sfida di Coppa Italia contro il Benevento in programma per il 9 agosto.

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