Il matrimonio secondo la Gen Z: quando nemmeno Harry Styles e Zoe Kravitz bastano a convincere
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sì. Quel “sì” nasce per durare per sempre, almeno così ci hanno insegnato: a scuola, quando si studiavano i matrimoni combinati per governare le nazioni, a catechismo, parlando di promesse davanti a Dio, o semplicemente a casa, osservando la vita silenziosa dei nonni. Eppure, la realtà dei dati – come quelli pubblicati dall’Istat lo scorso gennaio relativamente al 2024 – dipinge un mondo molto meno fedele all’idea di amore eterno. Si registra un calo generalizzato delle unioni sul territorio italiano, ci si sposa più tardi, e la stessa propensione al sacrificio di lungo corso sembra essersi arenata di fronte alle intemperie esistenziali della coppia. Proprio in questo contesto di profonda sfiducia generazionale, irrompe la notizia del fidanzamento tra Harry Styles e Zoe Kravitz, avvenuto – stando alle conferme raccolte da testate come “People” e “Page Six” – a meno di un anno dai loro primi avvistamenti tra Roma e Londra.
L’anello da mezzo milione e le dinamiche di una “cerchia ristretta”
Non poteva certo passare inosservato, quel vistoso solitario di diamanti – un taglio cuscino allungato incastonato su una sottile fascia d’oro giallo – che l’attrice e regista sfoggiava durante una passeggiata nel quartiere londinese di Hampstead. Le stime parlano di una pietra tra i nove e i dodici carati, per un valore che oscilla attorno al mezzo milione di dollari, un gioiello che, come sottolineato dagli esperti, si distacca nettamente dallo stile “vintage carico” regalatole in passato dall’ex compagno Channing Tatum. L’ufficialità, però, è arrivata attraverso le modalità tipiche del gossip moderno: un anonimo “amico bene informato” ha rivelato alla rivista People che i due «hanno condiviso la notizia con una cerchia ristretta di persone», e che lei ha mostrato l’anello solo alle amiche più intime. Per Styles, trentaduenne ex idolo delle teenager, si tratta del primo fidanzamento ufficiale della sua carriera, mentre per la trentasettenne Kravitz – già sposata con Karl Glusman e poi legata a Tatum – questa rappresenta la terra pietra miliare di una vita sentimentale complessa.
La retorica dell’amore romantico messa in discussione
Eppure, mentre i riflettori illuminano questa favola moderna, cresce il disincanto di chi – come la generazione Z – fatica a riconoscersi in questo copione. La narrazione dominante, quella che ci spinge a cercare “la propria persona” tra miliardi di individui per costruirci un intero futuro attorno, apparirebbe ad una fetta crescente di giovani come una bellissima bugia funzionale al consumo. La precarietà lavorativa, la difficoltà di accesso alla casa e una concezione dell’amore inteso come qualcosa di “potente” ma non necessariamente “durevole” stanno riscrivendo le priorità. A differenza delle generazioni precedenti, per i quali il matrimonio rappresentava una tappa obbligata (e soprattutto un contratto economico necessario, specialmente per le donne che non potevano lavorare), molti ragazzi oggi sentono di non averne bisogno. Lo scenario descritto persino in serie come *Beef 2* – dove i coniugi finiscono asfissiati dalla condivisione forzata di budget e spazi – sembra più realistico della promessa di fedeltà eterna di Harry Styles.
Una promessa che non fa più tendenza
Se Styles e Kravitz procedono in direzione opposta rispetto ai dati Istat, va però ricordato che la loro scelta è filtrata da una lente privilegiata: quella di chi può permettersi di organizzare un “evento” da centinaia di migliaia di dollari senza preoccuparsi del mutuo. Il fascino del matrimonio, per la Gen Z, si è infatti spesso ridotto a una mera questione organizzativa e di budget: l’abito, la location, il menù, la musica dal vivo, tutto diventa parte di un’installazione temporanea da smontare il giorno dopo. Abbandonare l’idea del contratto coniugale non significa però escludere una vita amorosa onesta; anzi, per molti significa liberarsi dal peso di dover trovare “l’anima gemella” per forza. Come suggerito da una certa critica contemporanea, forse non è tanto l’amore a spaventare le nuove generazioni, quanto il significato collettivo e definitivo che gli attribuiamo. Quel “sì” lo direbbero anche loro, forse, ma solo se la promessa durasse “finché il desiderio di stare insieme non vi separi”. Nel frattempo, gli avvistamenti della coppia continuano tra New York e Londra, lontani dal clamore e dai giudizi.




